Ex inceneritore, terreni inquinati Indagine-bis anche in aree private
Primi campioni con diossina e idrocarburi fuori norma ma «non allarmanti». Bisogna cercare ancora
Un nuovo pezzo del Parco urbano, in alternativa o in aggiunta ad un cimitero degli animali. Il futuro dell’area dell’ex inceneritore di via Conchetta è stato riempito di progetti e idee fin dal momento della demolizione, con ruspe ed esplosivi, della ciminiera e del corpo di fabbrica del vecchio forno, un paio di anni fa. Tutto da rivedere o quantomeno posticipare, visto che le prime indagini ambientali hanno già scoperto, in maniera non certo sorprendente, la presenza di sostanze inquinanti nei terreni attorno all’impianto. Per questo il Comune ha già dovuto decidere un approfondimento del piano di caratterizzazione, che andrà ad indagare anche in proprietà private attorno all’area pubblica dove sorgeva l’inceneritore.
i risultati
Il primo giro d’indagini ambientali, definite «preliminari» dagli stessi uffici comunali, sono state varate dopo la demolizione, e hanno evidenziato «alcune potenziali contaminazioni presenti nei terreni in corrispondenza di alcuni dei sondaggi realizzati», si legge nelle sintesi dei verbali. In sostanza, sono stati trovati residui al di sopra delle soglie di legge per sostanze come idrocarburi policiclici aromatici e diossine, cioè i prodotti tipici delle combustioni ad alta temperatura che sono state effettuate per decenni nel forno. Non sono stati resi pubblici i dati puntuali, ma al Servizio ambiente del Comune si definiscono «non allarmanti» le concentrazioni riscontrate, che sono riferite solo a matrici superficiali di suolo: le falde, indagate dai piezometri, non hanno mostrato in queste analisi preliminari segni di contaminazione.
che si fa
La conferenza dei servizi di fine ottobre ha dunque deciso un’indagine integrativa, che si spingerà oltre l’intorno di 500 metri di raggio dal sito dell’ex impianto ma in maniera selettiva, cioè lungo le direttrici che le prime indagini hanno mostrato essere quelle del potenziale contagio. Per questo saranno coinvolti anche tre siti che si trovano appunto su terreni privati, con i proprietari dei quali il Comune dovrà attivare interlocuzioni. La caratterizzazione sarà eseguita con sette nuovi sondaggi geognostici ed il prelievo di campioni di suolo superficiali per quanto riguarda i terreni, e con un nuovo piezometro superficiale, ad integrazione dei cinque pozzetti già realizzati in precedenza. I campioni raccolti verranno poi analizzati in laboratorio, e serviranno una sessantina di giorni. Sarà poi necessario un ulteriore giro di monitoraggi, e a giugno 2021 si deciderà sul tipo di bonifica.
Il bando per la nuova indagine, che vale 42.300 euro, è stato già varato. —
stefano ciervo
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