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L’Albo di Matilde A Bondeno 29 donne con lo storico nome

Un registro per ribadire il legame della città con la “grancontessa” di Canossa 

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il caso

Dal 2016, esiste a Bondeno l’Albo di Matilde. Vale a dire, uno strumento che viene aggiornato annualmente, allo scopo di conoscere quante residenti sul territorio portino orgogliosamente il nome della “grancontessa”, che nove secoli fa fu protagonista della storia del Medioevo europeo.

parla l’assessore

«Il Comune di Bondeno ha voluto istituire questo “Albo”, all’apice di una serie di iniziative che, per tutto il 2015, sono state portate avanti per ricordare il 900º anniversario della scomparsa di Matilde di Canossa – spiega l’assessore alla cultura, Francesca Aria Poltronieri –. Un Albo attraverso il quale sapere quante persone portano oggi il nome di “Matilde”, allo scopo di mantenere vivo il ricordo di tale figura storica, cui è legata la nostra chiesa arcipretale e la sua torre campanaria: la “Torre Matildea”, appunto».

L’istituzione dell’Albo è avvenuta il 14 aprile del 2016, a seguito di una deliberazione di giunta. Attualmente, sono in totale 29 le donne di Bondeno che portano il nome della Granduchessa. L’ultima ad essersi aggiunta a questo elenco è una bambina, nata nel corso del 2019, come risulta dagli archivi del servizio Demografico di Bondeno.

il volume

«È nostra intenzione continuare a rendere la comunità partecipe alla diffusione di tutto quello che riguarda i cittadini storici del nostro territorio. Come abbiamo fatto per Matilde di Canossa, nel 2015, quest’anno abbiamo voluto dedicare un volume per i più piccoli (“Bondeno una città da favola”) a Teodoro Bonati. Il volume su Matilde di Canossa fu curato dall’assessorato alla Cultura, con i disegni del fumettista e collaboratore della Walt Disney Italia, Roberto Dell’Agnello. Crediamo che le celebrazioni del 2015 dedicate a Matilde di Canossa abbiano avuto un impatto significativo sulla comunità. Soprattutto nell’identificazione in questa figura, della quale continuiamo a vedere il nome diffuso, anche tra le giovani generazioni». —

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