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L’alluvione del 1951 vista alla riva destra «L’acqua che calava incuteva terrore»

Il 14 novembre di 69 anni fa il Po ruppe  Oggi a Occhiobello la rievocazione 

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il ricordo

Un evento catastrofico che segnò un intero territorio, quello del Polesine, e che rimarrà impresso nella memoria collettiva.

Oggi ricorrono i 69 anni dall’alluvione del Po, che il 14 novembre del 1951 allagò la provincia di Rovigo con conseguenze sul territorio e sulla popolazione che durano ancora. Quel giorno sulla sponda ferrarese si vissero attimi di terrore. Si parlò di possibili boicottaggi, vere e proprie spedizioni di rodigini sul Ferrarese per rompere gli argini.

Quel giorno il fiume Po ruppe gli argini a Canaro e a Malcantone di Occhiobello, causando morti e devastazioni. Come ogni anno, da quel giorno a questa parte, ci saranno cerimonie, rievocazioni e ricordi. Nerio Campioni (scomparso da tempo) nel 1951 aveva 25 anni ed era il sindaco di Occhiobello: prese in mano la situazione e con tanto di striscia tricolore e andando contro i tecnici, “impose” al parroco di suonare le campane. Come andarono le cose tutti lo sappiamo.

Da questa parte del Po la testimonianza di Rodolfo Graziani, che allora aveva 8 anni e abitava a Ruina: «Ero sull’argine con mio padre – ricorda – e guardavo cosa stavo succedendo; a un certo punto ho visto, dagli alberi, che il fiume stava calando. Mio padre mi strinse la mano e io dissi “papà, cosa fai, mi fai male”. Mi rispose “Al me putìn, l’ha rott”. Bisognava aspettare per sapere dove. Furono attimi lunghissimi. Eravamo di fronte a Garofalo e a un certo punto sentii come una mandria di bufali. Mio padre mi disse: “Possiamo andare, ha rotto di là”. I morti furono 91, 84 dei quali nel famoso “Camion della morte” che, carico di alluvionati, cercava di andare in una zona sicura ma che a Frassinelle, vicino a Fiesso Umbertiano, fu investito da una grande massa d’acqua; solo in sette riuscirono miracolosamente a salvarsi. A tutto questo fece seguito una lenta ma costante ricostruzione, con la quasi normalizzazione che arrivò verso la fine degli Anni Sessanta.

L’anniversario dell’alluvione in Polesine del 1951 sarà ricordato oggi alle 10 in Piazza Matteotti, a Occhiobello. Alla presenza del sindaco Sondra Coizzi, sarà deposta una corona alla lapide affissa sul muro del municipio e dedicata ai barcaioli di San Benedetto Po, soccorritori che vennero in aiuto alla popolazione quel 14 novembre 1951. Nel rispetto delle disposizioni in vigore, la cerimonia si svolgerà in forma statica. —

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