Minacciata di morte offesa e picchiata Denuncia il convivente
Lui ammonito dal questore dopo le indagini dei carabinieri Nove anni di vita insieme diventata un inferno per lei e i figli
Un altro caso di maltrattamenti in famiglia, un altro ammonimento del questore sull’uomo di turno, convivente addirittura da 9 anni con una donna vittima di sopraffazioni, soprusi e violenze fisiche. Una storia di convivenza lunga nove anni, che già dai primi anni si era logorata a causa delle continue discussioni per banalissimi motivi, fino ad arrivare ad essere “separati in casa”.
Situazione precipitata
Poi, la situazione è precipitata nel 2019 con la separazione giudiziale e lei è stata costretta a subire, dall’indifferenza di lui all’aggressività: prima verbale e poi fisica che hanno innescato nella donna stato di ansia e paura. Ogni giorno erano offese, minacce, anche di morte, umiliazioni e percosse anche davanti ai figli piccoli. Dopo questa violenza giornaliera e domestica la vittima ha deciso di uscire dal silenzio e dalla paura denunciando tutto ai carabinieri. E così, il questore di Ferrara, Cesare Capocasa, partendo dai riscontri forniti dall’Arma dei Carabinieri e grazie a indagini e dichiarazioni di testimoni, ha deciso e notificato la misura dell’Ammonimento. Ammonimento che - ricordiamo - diventa un prezioso strumento per tutelare le donne e prevenire che i fatti si aggravino. Dunque, secondo gli inquirenti e l’osservatorio della Polizia, l’impennata di violenza non si arresta: il riscontro dal periodo del lockdown di primavera con violenze domestiche sulle donne chiuse in casa coi compagni di turno e più difficoltà nel chiedere aiuto. I dati fotografano questa situazione: nel 2019, ben 38 i casi di ammonimento, 12 per stalking e 26 per violenza domestica. Nel 2020, ma mancano ancora due mesi, i casi sono saliti a 40, 27 per violenze domestiche e 13 per stalking e in questo caso gli addetti ai lavori spiegano la crescita con l’effetto lockdown Covid.
Problema socio culturale
Per questo motivo, l’appello della Polizia è sempre diretto: «Non abbassiamo la guardia, la lotta alla violenza di genere deve continuare e invitiamo le donne, come sempre, a denunciare, per salvaguardare la loro incolumità, la loro vita e anche i propri figlioli e a rivolgersi ai centri e agli sportelli antiviolenza». Perchè «siamo di fronte a un problema socio culturale,fino a quando le donne verranno considerate come una proprietà il fenomeno continuerà a rappresentare una emergenza sociale». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
