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cronaca

I lupi “ballano” a Campotto: faccia a faccia con il branco

Insolito incontro per un cacciatore lungo l’Idice: «Ora va bene, ma quando saranno grandi?» 


16 novembre 2020 Giorgio Carnaroli


CAMPOTTO. La battuta di una delle persone che ha avuto il piacere di vederli ieri è stata più o meno questa: “Perché organizzare gite nell’Oasi sulle tracce dei lupi se basta salire sull’argine dell’Idice per vederli?”. Sì, perché Marco e Anna, come sono stati ribattezzati i due lupi avvistati per la prima volta lo scorso inverno nelle valli, nel frattempo hanno avuto dei figli e tutti insieme ieri andavano a caccia lungo le sponde dell’Idice, non lontano da Campotto.

Il cacciatore

Il primo incontro ravvicinato ieri mattina è avvenuto tra due caprioli e sette lupi che li rincorrevano, con la testimonianza di un cacciatore argentano con il suo cane, che ha visto la scena e ben nascosto ha filmato il tutto (il video integrale si può vedere sul sito www.lanuovaferrara.it, sezione “video”). Un faccia a faccia che ha generato preoccupazione al cacciatore, per ciò che poteva succedere in particolare al suo cane Artù, bravo a restare fermo al passaggio dei lupi.

A raccontare cosa è successo ieri mattina, poco dopo le 8 all’interno del torrente Idice a Campotto, è Mario Ghirardini, ex infermiere dell’ospedale di Argenta. «Ho lasciato il motorino vicino alle case nell’immediatezza dell’argine – ci racconta – e con il mio cane (un Epagneul Breton; ndr) al guinzaglio sono entrato in golena, nei pressi del ponte della via Cardinala per andare verso il Bolognese (fino ad un certo punto è pre-parco poi Atc; ndr). Percorsi appena 150 metri di terreno pianeggiante fuori dalla boscaglia, vedo venirmi incontro due caprioli. Normalmente schivano le persone quando le vedono, invece questi hanno tirato dritto passandomi vicino e salendo l’argine verso le case».

Un episodio anomalo, anche perché, come racconta Ghirardini - il quale fa parte anche di squadre per la caccia al cinghiale in Toscana, - «i due ungulati non hanno mai smesso di correre: sembravano spaventati. Poi ho capito il perché: in lontananza ho visto come una macchia nera che mi veniva contro. Un branco di animali che non sono subito riuscito a capire cosa fossero, finché ho realizzato che erano lupi, sette lupi. Mi sono nascosto in mezzo alla vegetazione, ho rimesso nuovamente il guinzaglio al cane perché non sapevo come avrebbe reagito alla vista dei lupi ma, soprattutto, cosa avrebbero combinato nel caso ci avessero visto».

A lieto fine

Il racconto diventa molto dettagliato e documentato appunto dal filmato. «Quando mi sono arrivati a distanza di 12-15 metri – continua Ghirardini – hanno smesso di correre e si sono fermati. A bassa voce ho ordinato più volte al mio cane di stare a cuccia, mentre il capo branco si è fermato a guardare nella mia direzione. Gli altri si sono spaventati, tant’è che stavano per tornare indietro e invece, appena il leader ha ripreso a correre, gli altri lo hanno seguito. Percorsi 70-80 metri verso la valle, si sono ritrovati davanti i due caprioli che si erano nascosti dietro la sommità dell’argine dell’Idice a poca distanza dalle case di Campotto. Poi appena sotto il ponte li ho persi di vista. Preoccupato? Direi di no perché erano giovani però, se non avessi tenuto stretto il cane, che succedeva? E quando saranno adulti? Il filmato l’ho mostrato ad un ciclista di passaggio in mountain bike: ha detto che lui dall’Idice non ci passerà più...». —

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