Affidamento di minori Relazione della Ascari: ascoltare i bambini
Modifica dell’articolo 403 del codice civile, principio di gradualità, tempi di affidamento ridotti, provvedimenti più celeri, obbligo di ascolto del minore con registrazioni audio e video. Sono alcuni dei punti cardine della proposta di legge di riforma del sistema affidi dell’onorevole Stefania Ascari, ascoltata ieri in commissione d’indagine sui minori del Comune di Ferrara. Una proposta che a breve riprenderà il suo iter e che punta anche, sottolineava Ascari, «a responsabilizzare il ruolo dei magistrati», all’interno di una «giurisdizione minorile debole ed estremamente dipendente dai servizi sociali sia per il reperimento delle informazioni essenziali sia per realizzare il progetto educativo in cui si sostanzia di fatto ogni pronuncia del giudice minorile», aggiungeva l’avvocato Salvatore Di Grazie.
«La mia proposta di legge è stata scritta confrontandomi con chi opera quotidianamente con i minori – diceva Ascari – in primis vuole modificare l’articolo 403 prevedendo che l’allontanamento coatto del minore rispetti il principio della gradualità, prima di tutto cioè si tutela la famiglia d’origine, guardando anche ai familiari più vicini al minore».
In più «fatti comprovati e obbligo di motivazione, se c’è l’allontanamento, e i tempi non devono essere biblici, da 24 a 6 mesi per i tempi di affidamento. C’è anche il diritto del minore di frequentare i familiari con cui ci sono legami significativi e il diritto ad essere ascoltato nel provvedimento che lo riguarda», con registrazione audio e video, appunto, «per evitare distorsioni e abusi». Un punto condiviso anche dall’avvocato Di Grazie, utile a «ridurre il più possibile la soggettività»: «dovrebbe essere regola generale la videoregistrazione che l’assistente sociale fa per redigere la sua relazione. Deve esserci la possibilità di un riscontro perché tante volte ci troviamo davanti a relazioni che contengono inesattezze gravissime, che non sono intenzionali, ma spesso gli assistenti sociali mettono nelle relazioni la loro soggettività». —
giovanna corrieri
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