Un polo logistico sulle risaie di Altedo No di Legambiente
ALTEDO (BO)
Legambiente chiede ai Comuni interessati e alla Città Metropolitana di Bologna di dire un “no” secco a due poli logistici di cui si parla da qualche tempo: uno ad Altedo che coprirebbe circa mezzo milione di metri quadri di aree agricole in gran parte fino ad oggi adibite a risaie, ed uno in previsione sull’area dell’ex zuccherificio Aie a San Pietro in Casale di 90mila mq.
rISCHIO ESONDAZIONI
Nel caso di Altedo, Legambiente fa notare che il progetto ricade in un’area a forte rischio idraulico, su un terreno a bassa permeabilità (come riportato anche nella relazione sull’invarianza idraulica) «pertanto il deflusso delle acque già oggi è complesso – denunciano gli ambientalisti –, ma sarà del tutto inadeguato rispetto al sempre più frequente “clima estremo”, con forti allagamenti per il polo stesso e per i centri abitati limitrofi».
Legambiente si chiede, poi, chi pagherebbe i danni alle aziende in caso di esondazione, un fenomeno sempre più frequente in Emilia Romagna.
«stop consumo di suolo»
L’associazione ecologista chiede piuttosto di avviare un reale percorso partecipato con il coinvolgimento di cittadini, associazioni, imprese, forze sociali, per valutare quali fra le possibili ipotesi di sviluppo siano sostenibili ed utili a valorizzare il territorio.
«Sarebbe sciagurato ancora nel 2020 dove ci poniamo obiettivi sul consumo di suolo zero e siamo consapevoli di come la gestione del territorio influisca sugli effetti dei cambiamenti climatici, perdere ulteriore suolo fertile per la realizzazione dei due poli logistici», sottolinea Legambiente, secondo cui «occorre piuttosto frenare ogni ulteriore perdita di campagna e possibilità di sfamare migliaia di persone. La pandemia ci ha ricordato della centralità delle attività primarie come l’agricoltura». —
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