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Crollano gli accessi al pronto soccorso

Crollano gli accessi al pronto soccorso

I riflessi della pandemia sulla fruizione dei servizi, c’è il rischio dell’aggravamento di altre patologie. Più ricoveri ordinari

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Rispetto a un anno fa gli accessi al pronto soccorso all’ospedale di Cona sono diminuiti, ma sono aumentati i ricoveri. Il confronto tra i dati dal 1° al 16 novembre 2019 e dello stesso periodo di quest’anno fotografano l’impatto dell’epidemia sulla fruizione del servizio: un anno fa c’erano stati 2.199 ingressi contro i 1.532 di quest’anno (di cui un centinaio positivi). Il 24,3% degli ingressi totali nel 2019 era approdato a un ricovero, un anno dopo la percentuale si è alzata al 34,6%.

«Il numero di ricoveri più alto rispetto allo stesso periodo del 2019 - mette in evidenza il dottor Andrea Strada, direttore del Pronto soccorso e dell’unità operativa di Medicina d’urgenza dell’azienda ospedaliero–universitaria di Ferrara - si spiega per la concentrazione di casi più complessi al pronto soccorso rispetto a un totale che si è notevolmente ridotto».

Una riduzione motivata dalla pandemia che accomuna tutti i pronto soccorso dell’Emilia Romagna, e del resto aveva caratterizzato in egual misura anche il periodo della prima ondata.

A inizio pandemia il timore di contagio ha tenuto lontani i cittadini dai pronto soccorso. Timori veicolati da voci allarmistiche, prosegue Strada, circa «pronto soccorso al “collasso” a causa della presenza di un elevato numero di pazienti covid. La decisione del cittadino, che valuta differibile il suo accesso in pronto soccorso per non sovraccaricare la struttura e gli operatori, spiega il calo degli accessi “no Covid” che si sta osservando».

Un processo che ha creato «non poche problematiche, con il rischio che non vengano adeguatamente trattate neppure patologie importanti, quali infarti e ictus».

I malati Covid diagnosticati e trattati in pronto soccorso - assicura il Sant’Anna - hanno oggi più probabilità di essere dimessi grazie ai percorsi per la presa in carico domiciliare (con le Usca), l’ampliamento del lavoro di sorveglianza e cura da parte del Dipartimento di sanità pubblica e l’organizzazione di programmi di gestione e compartimentazione degli anziani fragili nelle loro Cra di residenza. Molto importante è anche la possibilità di inviare i pazienti nell’albergo Covid.

«È bene ricordare – conclude Strada - che tutti i Pronto soccorso sono attrezzati per distinguere i percorsi dei sospetti Covid o dei malati Covid già diagnosticati dai percorsi dei pazienti non sospetti Covid ( traumi, dolore toracico, ictus). Inoltre, anche in epoca di pandemia, i Pronto soccorso sono pienamente operativi per la gestione di tutti i pazienti con necessità di cure non programmate e urgenti. Il nostro laboratorio processa i tamponi per le necessità del Pronto soccorso di Cona in tempi di 4-6 ore». —

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