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I fedeli: la chiesa ridotta a magazzino Il parroco: soluzione solo momentanea

Proteste per lo stato di S. Rocco, chiesto aiuto al Comune Il don: ospita gli arredi di S. Pietro, per consentire la fine lavori 

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CENTO

Luogo di cultura e di fede, la chiesa di San Rocco trasformata in magazzino. Un gruppo di fedeli della parrocchia di San Pietro protesta e interpella il Comune perché intervenga. Ma il parroco spiega: «Stiamo ultimando i lavori per la riapertura della chiesa parrocchiale. E abbiamo messo gli arredi a San Rocco, dove d’altra parte non possiamo per il momento svolgere le celebrazioni».

LA PROTESTA

A lanciare il grido d’allarme sulla situazione dell’oratorio di San Rocco sono stati proprio i fedeli, che hanno lanciato un appello: «Ci serve un sostegno, un aiuto, per evitare l’ennesimo scempio perpetrato ai danni della parrocchia di San Pietro». Ed entrano nel merito della questione, secondo quanto appurato: «Con l’avallo del Consiglio per gli affari economici, il parroco, monsignor Stefano Guizzardi ha deciso di adibire l’oratorio di San Rocco, una chiesa tra l’altro affrescata e appena restaurata grazie a donazioni giunte da più parti, a magazzino della Caritas e della parrocchia stessa. Riteniamo non solo incomprensibile, ma anche inammissibile la scelta di andare ad occupare con mobili, vestiti e oggetti vari, una chiesa tanto preziosa, spesso teatro di importanti eventi culturali e meta di turisti e visitatori che arrivano in città».

nuova collocazione

Tuttavia, c’era da trovare nuova collocazione per mobili e vestiti: «Tutto il materiale era depositato in un magazzino che da anni la parrocchia aveva in affitto. Ma questo magazzino è stato venduto, e il nuovo proprietario ha chiesto di vuotare l’immobile. Quindi è stato necessario trovare un altro spazio. Certo. Ma non può essere l’oratorio della chiesa di San Rocco, tra l’altro la sola chiesa agibile della parrocchia di San Pietro. Non può essere utilizzata impropriamente come magazzino. Possibile che – domandano i parrocchiani – nelle casse della parrocchia non ci siano risorse per pagare l’affitto di un altro magazzino? Cosa certa comunque, se la decisione non sarà modificata, è che una parte della preziosa Chiesa di San Rocco, luogo di fede e di cultura, verrà chiusa, per essere utilizzata da deposito. In questo modo, tutta la parrocchia e la Città in generale, ne pagherà inevitabilmente le conseguenze». Da qui, la decisione di rivolgersi al Comune, nella persona dell’assessore alla cultura Elena Melloni per “evitare che la chiesa venga “tolta” alla città. Occorre che, di tutto questo, venga informato anche il vescovo Zuppi».

Il sacerdote

Ma a spiegare cosa stia succedendo a San Rocco è lo stesso monsignor Stefano Guizzardi: «Forse i fedeli che si stanno lamentando non sono a conoscenza di come si sta evolvendo la situazione», ricorda con pacatezza il sacerdote. Il problema è che in San Rocco, per l’emergenza sanitaria, «non è utilizzabile per celebrare le funzioni religiose. È una questione di spazio. Per questo, visto che si stanno ultimando i lavori nella chiesa parrocchiale, quella di San Pietro, abbiamo portato a San Rocco l’arredo liturgico di San Pietro».

Entro tre mesi i lavori per il recupero post sisma della parrocchiale San Pietro saranno completati, evidenzia monsignor Guizzardi, «e abbiamo già concordato con l’arcivescovo la celebrazione per la riapertura, il 28 marzo 2021, la Domenica delle Palme. Quindi la situazione attuale a San Rocco è solamente un passaggio momentaneo». —

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