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«Il civismo di Toselli è solo di facciata Ora FdI è con lui»

Accorsi guarda alle comunali e lancia l’idea di un confronto sul futuro del Centese  

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IL CASO

«Il civismo di Toselli? Quello di Fratelli d'Italia in maggioranza consiliare. E dai partiti è ora che arrivi maggior responsabilità: confrontiamoci sulla città».

Dopo l’annuncio della nascita del nuovo gruppo consiliare di maggioranza di Fratelli d'Italia, Edoardo Accorsi, già candidato della lista civica Bonaccini Presidente alle ultime regionali e papabile candidato del centrosinistra alle comunali del 2021, entra in maniera decisa nel dibattito politico.

«Il civismo di Toselli è paradossale – evidenzia Accorsi -: no alle bandiere di partito perché non siamo né di destra né di sinistra, e all'improvviso Fratelli d'Italia, che è un partito di destra radicale, entra a far parte della maggioranza consiliare».

LA PROCEDURA

Se da un punto di vista procedurale, la creazione del nuovo gruppo è del tutto legittima, Accorsi richiama invece il sindaco Toselli ad essere chiaro nei confronti della città: «Di fatto il neo gruppo, per quanto autonomo, sosterrà l'operato della giunta e per questo ritengo sia necessario che Toselli chiarisca ai centesi quale ruolo ha la politica di destra nella sua amministrazione».

Da Accorsi poi, un invito alla riflessione rivolto al panorama partitico centese: «Anche Cento città sta vivendo un momento delicato a causa del Covid, perciò il sistema politico deve dimostrarsi responsabile. Spero sia priorità di tutti, non solo gestire le dinamiche di partito in vista delle prossime elezioni bensì confrontarsi sulle necessità di Cento nel post pandemia».

il confronto

Va messo al centro, secondo Accorsi, il confronto su temi fondamentali per la città: «Dove collochiamo nella lista delle priorità un sistema sanitario di prossimità? Come pensiamo di dar sostegno all'occupazione? Come inseriamo e sviluppiamo il tema della formazione nell'agenda di rilancio della città? Come rilanciamo l'imprenditoria locale e il commercio di vicinato?».

Una serie di domande, che diventano tema di discussione, che vanno dalla cultura al patrimoni artistico «trascurato», allo spettacolo. «Vogliamo farne dei validi strumenti per la ripresa?». Poi la sollecitazione sul confronto sui servizi pubblici, su vecchie e nuove fragilità», sulle frazioni. «Il punto sta nel capire dove si dovrà trovare Cento nei prossimi dieci anni, proiettata verso il futuro o vogliamo correre il rischio di favorire il declino della nostra città» fino a farla diventare un «dormitorio?» . —

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