La Corte Costituzionale ha deciso Il nipote adesso rischia l’ergastolo
La Consulta ha detto no al giudizio abbreviato per i reati di omicidio La sentenza avrà ricadute a Ferrara per il processo della nonna uccisa
il caso
Rischia l’ergastolo, Pier Paolo Alessio, 23 anni ferrarese, per omicidio volontario aggravato, per aver ucciso la nonna Maria Luisa Silvestri 71 anni, un anno fa qui a Ferrara. Da ieri, però, il rischio è più concreto, dopo la pronuncia della Corte Costituzionale che ha stabilito che per i reati puniti con l’ergastolo - l’omicidio primo tra i tanti - è legittimo il no al giudizio abbreviato. La Consulta era chiamata a decidere sulle questioni sollevate da diversi tribunali italiani sul fatto che non si può ad oggi - dopo la nuova norma entrata in vigore nel 2019 - applicare il giudizio abbreviato ai reati punibili con la pena dell'ergastolo: dunque, non è possibile ottenere d’ufficio lo sconto di un terzo di pena (lo prevede l’abbreviato), che permetteva prima del 2019, ad esempio, di ridurre la pena dell’ergastolo a 30 anni di carcere.
Dunque era più che attesa la sentenza della Consulta, in tutta Italia, e anche a Ferrara, dove è pendente appunto il caso dell’omicidio di Maria Luisa Silvestri da parte del nipote Pier Paolo Alessio. Ora la sorte del ragazzo che non potrà chiedere il giudizio abbreviato è nelle valutazioni che farà il gup Danilo Russo all’udienza del 3 dicembre.
Udienza che era stata rinviata a dicembre proprio in attesa della decisione della Consulta come aveva sollecitato il legale del ragazzo, l’avvocato Pasquale Longobucco, che ieri commentava a caldo: «Prendiamo atto e attendiamo di leggere le motivazioni della Consulta - spiegava -. Ciò che si comprende è che la Corte ha ritenuto non fondate le censure in quanto la norma rientra nella discrezionalità insindacabile del legislatore». Insomma, la norma decisa da Camera e Senato è valida e non va messa in discussione. E il processo di Ferrara? «Per noi non cambia nulla - ribadiva Longobucco -, cercheremo di argomentare le nostre ragioni». Secondo la difesa non sussiste l’ipotesi di omicidio volontario per dolo eventuale (il nipote picchiando la nonna sapeva che l’avrebbe uccisa, anche se le botte non sono la causa principale) ma quella di omicidio preterintenzionale: se il gup riterrà valida questa ipotesi, allora niente rischio ergastolo. In caso contrario si andrà al processo in Corte d’assise, che potrà decidere il carcere a vita . —
D.P.
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