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Il bilancio del comune 

Verifiche buoni spesa Alla prima scrematura ne passa uno su cinque

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Accolta una domanda su cinque. Conclusa l’ultima fase di riapertura dei termini per l’accesso ai buoni spesa del Comune di Ferrara, l’assessorato alle Politiche sociali ha tirato le somme delle richieste pervenute la settimana scorsa, tra il 9 e il 13 novembre. Sono state 606 le domande di contributo presentate, tutte sottoposte «a una prima verifica di legittimità dei requisiti», spiega il Municipio. Di queste, 132 sono passate «alla fase di ulteriore lavorazione e verifica». Diverse le motivazioni per cui circa l’80% delle richieste è stato respinto. In 14 casi il criterio che ha sbarrato la strada alla pratica è stata la conferma nell’autodichiarazione resa dal cittadino di ricevere una pensione; altri 26 richiedenti percepiscono già il reddito di cittadinanza; 102 sono seguiti dai servizi sociali; 253 avevano già ottenuto i buoni spesa durante le precedenti assegnazioni. Sono stati 230 i cittadini, aggiunge l’assessorato, che non avevano mai avanzato richiesta per l’accesso a questo sussidio. Una quota superiore alla metà delle richieste (362) è giunta da donne, sono stati 244 gli uomini che hanno telefonato.

Le 132 domande saranno sottoposte a un esame più dettagliato nei prossimi giorni, fino al raggiungimento dell’esito definitivo. Solo dopo quest’ultima scrematura si giungerà effettivamente all’assegnazione e alla consegna dei buoni spesa.

La riapertura dei termini, che ha avuto diverse fasi, si è resa necessaria dopo la sentenza della magistratura che aveva bocciato i criteri di ammissione delle domande che penalizzavano non residenti-domiciliati, cittadini europei e non europei e stranieri con permessi brevi. —

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