“Zona Franca” rivendica il diritto alla partecipazione
L’associazione culturale tiene alta l’attenzione sulla vita nella comunità La vicepresidente: «Facciamo i rompiscatole, ma in maniera costruttiva»
COPPARO
Da un anno circa è attiva a Copparo l’associazione culturale Zona Franca che è molto attiva sul territorio, soprattutto in tempi di Covid e in questo momento l’attività è soprattutto in rete. Ma l’idea di base è più ambiziosa e strutturata, perché prevede anche un giornalino e manifestazioni indirizzate al territorio. La presidente dell’associazione è Paola Mazza, vicepresidente è Patrizia Lucchini e nel gruppo degli aderenti all’associazione ci sono anche, fra gli altri, Thomas Pivanti e Nicola Dalla Muta.
i protagonisti
«Non siamo – dice la vicepresidente Patrizia Lucchini – un gruppo chiuso ed esclusivo. Anzi, auspichiamo un allargamento della base dei partecipanti. La nostra è un’associazione culturale, con un suo regolamento che stiamo preparando, sperando proprio in un allargamento della base». «Il nostro intento – specifica Lucchini – è sorvegliare e promuovere il territorio. E se l’attenzione al territorio comporta il fatto di essere dei rompiscatole, pazienza. Per esempio, siamo convinti che amministrare implichi delle scelte, ma rivendichiamo la necessità che queste scelte siano spiegate in modo chiaro e preciso. Si può discutere ma anche accettare, se le ragioni sono chiare. Quello che abbiamo sempre contestato è il chiedere il parere a posteriori, a cose già fatte perché a quel punto si deve accettare per forza».
la posizione
Insomma, i soci hanno uno spirito critico positivo e non indifferenze ed è per questo che chiedono la partecipazione attiva nella vita della comunità. «Il nostro intento è di rendere partecipe chi ci segue delle situazioni del territorio. In passato, abbiamo proposto interviste ai commercianti al momento del lockdown, proposto inchieste in campo commerciale ed economico e pubblicato il tutto su di un giornalino inviato ai cittadini. Chiaro che iniziative di questo genere sono molto difficili da gestire e quindi al momento puntiamo sui social, raccogliamo testimonianze e contributi intellettuali. Vogliamo far sentire la presenza di una forza intellettualmente attenta alle situazioni e pronta ad intervenire».
Una forza di opposizione? «No, un gruppo che garantisca attenzione ai problemi e chiami chi governa a spiegare i suoi passi, svelare i programmi prima di realizzarli, puntualizzare se le scelte si rivelano sbagliate. E se questo comporta una opposizione, è solo una conseguenza».
in passato
Un esempio? Il passaggio in Unione di altri servizi. «Uno di questi è l’ufficio scuola e servizi scolastici. Copparo ha una lunga tradizione di lavoro efficace e ben realizzato, in questo campo, tutto senza che i tanto citati studi di fattibilità in materia siano stati resi noti». Ma ci sono anche altre cose, «come i buoni pasto, di cui si è parlato a lungo per la loro distribuzione molto parziale o il drive-in».
Infine, «vogliamo focalizzare la situazione per consentire a chi si aspetta delle risposte chiare e dirette, magari anche su cui si può dibattere, di ottenerle. Non vogliamo essere, non intendiamo e non siamo mai offensivi». —
aLE.bAS.
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