Così le aziende vere abbattevano i prezzi
Coi prezzi bassi riuscivano a sbaragliare la concorrenza del settore:così le “vere” società riuscivano a farlo abbattendo i ricarichi sulle merci, dagli articoli per l’arredo e per la casa, agli accessori per l’auto, e ancora, prodotti dell’elettronica di consumo e abbigliamento vario. Era possibile farlo per queste aziende grazie ai vari passaggi tra “false” società che producevano fatture inesistenti, riuscendo addirittura a incassare Iva a credito e abbattendo costi e ricavi riducevano la base imponibile su cui pagare tasse e imposte. Non è la prima volta che emergono i trucchi per evadere e fare dumping, concorrenza sleale, e la conferma è arrivata dall’operazione “Wall Papers” iniziata dalla Tenenza della Guardia di finanza di Comacchio e portata avanti dal Gruppo Ferrara.
Una indagine che ha portato alla luce il meccanismo, non nuovo, delle società “apri e chiudi”: imprese create solo sulla carta e con un ciclo di vita di pochi anni che venivano di fatto usate da decine di aziende nei settori dei casalinghi ed elettronica soprattutto, merce che veniva offerta ai consumatori a prezzi estremamente concorrenziali. E ovviamente questo ha creato danni importanti a tutti gli altri commercianti, quelli che pagano Iva e imposte regolarmente. Proprio su questo principio punta l’attività investigativa della Finanza, come spiegano il comandante del Gruppo Ferrara, Cosimo D’Elia, il maggiore Luigi D’Abrosca e il capitano Francesco Stasi che hanno seguito le indagini : «attività contro l’illegalità fiscale, finanziaria ed economica e contro gli effetti negativi che questa produce per l’economia, a tutela di imprese, professionisti e cittadini che operano nel pieno rispetto della legalità». —
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