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Il grido di dolore degli albergatori «Situazione tragica, non c’è vita»

Marcello Pulidori
Il grido di dolore degli albergatori «Situazione tragica, non c’è vita»

A Ferrara azzerate le presenze turistiche, si lavora col contagocce  E a Cento l’hotel Europa ieri non aveva nemmeno un ospite  

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la situazione



Tragico. È questo l’aggettivo utilizzato dai titolari dei più importanti alberghi di Ferrara, per definire l’attuale momento storico costretto purtroppo ancora a fare i conti con le restrizioni imposte dal Covid. Se la scorsa estate qualche opinione era improntata a un cauto ottimismo, oggi per tutto ciò non c’è posto. Regna tra gli albergatori un pessimismo profondo, che si aggiunge alla richiesta, che ha come destinatario il Comune di Ferrara, «di aiuti sulla detassazione, per quanto sarà possibile fare».

«Situazione non certo facile – esordisce Nicola Papagno direttore dell’Hotel Touring di Viale Cavour – nei primi giorni della settimana si hanno presenze appena discrete, ma nel fine settimana si rasenta lo zero, purtroppo. Noi peraltro – conclude Papagno – veniamo da una recente ristrutturazione, con un totale di 60 camere».

«Purtroppo – dice Roberto Serra, titolare dell’Hotel Europa in Corso Giovecca – l’ulteriore dato drammatico è che non sappiamo quando potremo vedere la luce in fondo al tunnel». Azzerati i turisti, altra tipologia di clienti col contagocce. All’Europa non c’è il ristorante, «ma i nostri ospiti, e solo loro – precisa bene Serra – possono pranzare e cenare grazie a un catering. I pochi ospiti che abbiamo».

Cambiamo hotel, ma i toni restano gli stessi: «Situazione tragica – conferma Zeno Govoni, il titolare dell’albergo Annunziata di Piazza Castello – su 27 camere complessive, quelle occupate oscillano tra le 5 e le 12. Chiediamo a gran voce che il Comune ci aiuti economicamente». Anche all’Annunziata possibilità di pranzo e cena, solo per gli ospiti “interni”, anche qui grazie a un catering.

Infine, l’Hotel de Prati, via Padiglioni. Ci risponde il proprietario Antonio Lunardi: «Male – dice subito – peggio del terremoto. Allora ci fu una ripresa, oggi fatichiamo a vederla».

Se la città piange, la provincia non sorride: «Non abbiamo nemmeno un ospite – chiarisce sconsolata Maria Cristina Rebecchi, dall’Hotel Europa di Cento – non so come ne usciremo». –



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