Rapine a sale slot e supermercato La polizia smantella la pericolosa banda
Arrestate quattro persone Tra loro c’è d’Ambrosio già condannato a 14 anni per concorso in omicidio dell’agente della Polstrada
pieve di cento
La Polizia di Bologna ha sgominato una banda composta da 4 rapinatori, accusati di avere partecipato ad altrettanti assalti a mano armata compiuti nel 2019 in sale slot e un supermercato di Bologna. Tra questi anche un uomo di Pieve di Cento.
i fatti
Il copione era consolidato: due banditi raggiungevano l’obiettivo su un motorino rubato, uno aspettava in strada mentre un altro entrava e minacciava la vittima di turno con una pistola, facendosi consegnare l’incasso.
Gli arrestati, raggiunti da provvedimenti di custodia cautelare in carcere firmati dal Gip di Bologna Gianluca Petragnani Gelosi, hanno tutti precedenti anche pesanti. Fra loro c’è Michele d’Ambrosio, 47enne di Pieve Cento che ha alle spalle una condanna a 14 anni per concorso in omicidio, quello dell’agente della Polstrada Stefano Biondi, travolto e ucciso al casello autostradale di Reggio Emilia il 20 aprile 2004 durante un tentativo di forzare un posto di blocco. L’uomo era con un complice, che ha avuto l’ergastolo, a bordo di una Porsche con due chili di cocaina.
Gli altri tre arrestati sono Stefano Monari, 50enne di Malalbergo che ha precedenti per assalti esplosivi a bancomat, Daniele Zanotti, 47 anni di Castello di Serravalle, e Christian Ballotta, 46 anni, bolognese, in passato coinvolti in inchieste su rapine in banca.
le accuse
In questa indagine, i quattro rispondono di rapina aggravata, ricettazione, porto e detenzione di armi da sparo.
Sono accusati di due assalti alla sala slot “Enjoy Game” di via Cavalieri Ducati a Bologna a alla “Terry Bell” di Calderino, avvenuti tra luglio ed agosto 2019 con un bottino di circa 10mila euro, e di una ulteriore rapina al supermercato Lidl di via Caduti di Amola, zona Borgo Panigale, a ottobre 2019. In quell’occasione, i malviventi avevano legato a terra i dipendenti fuggendo all’arrivo della Polizia. Gli investigatori della squadra mobile, che hanno condotto l’indagine coordinata dal Pm Domenico Ambrosino, avevano intuito che si trattava di rapinatori non improvvisati. Non avevano infatti praticamente mai commesso errori, ma sono stati traditi da un dettaglio: uno di loro, durante un rapina, ha indossato una maglia con la quale, tempo prima, era stato fotosegnalato dalla Polizia. Da questo particolare sono riusciti a ricostruire la composizione del gruppo criminale. —
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