Truffati da falsa amica Spariti 900mila euro col trucco dell’eredità
Tre le vittime raggirate: a Marisa Marinelli due anni di pena Una di loro senza soldi non potè pagare il funerale al padre
lagosanto
Ad una delle sue vittime, cui aveva spillato 75mila euro, tagliarono la luce perché non poteva pagare e non ha potuto farlo, senza soldi, per far fronte alle spese del funerale del padre. A un’altra vittima, quasi circuita con una balla inventata di una eredità, è riuscita a farsi dare oltre 500mila euro. Una cifra un po’ inferiore, ma non di tanto, 335mila euro, si fece consegnare sempre con sotterfugi anche in questo caso per sbloccare un’eredità milionaria (del tutto inventata) dalla terza vittima. Per questi tre casi, Marisa Marinelli, 70enne di Lagosanto, truffatrice di professione visti i precedenti (vedi box a fianco) è stata condannata un’altra volta dal tribunale di Ferrara: 2 anni e mesi di pena per truffa aggravata nei confronti di tre persone, per averle raggirate e avere preso loro somme che globalmente arrivano oltre i 900mila euro (sì, quasi un milione...).
le truffe
Ancora protagonista, dunque, di truffe e raggiri ai danni di persone anziane, vulnerabili, fragili che, carpendo la loro fiducia, ha convinto a versarle somme ingentissime, le cifre che abbiamo elencato. Tre casi che sono passati al vaglio del tribunale per fatti dal 2012 e per diversi anni, che l’ha condannata alla pena di 2 anni e 2 mesi dopo un processo che ha messo in luce i diabolici piani che ha messo in atto per spillare soldi alle loro vittime. Soldi che ora dovrà risarcire, dovrebbe, perché anche se il tribunale l’ha condannata a rifondere le somme, difficilmente ha a disposizione la somma di oltre 900mila euro, anche perché, come è emerso, lei sostiene di non aver più nulla, di aver speso tutto per il problema del gioco, della ludopatia alla base di questo gigantesco impossessamento dei soldi altrui. Anche perché come emerso nel dibattimento, il suo giro di spese si aggirava attorno ai 3/400mila euro l’anno, le spese della ludopatia, che lei copriva con questi colossali raggiri. Da anni usa più o meno sempre gli stessi trucchi, già emersi in altri casi e condanne: ottenere continui versamenti di denaro senza guardare in faccia le difficoltà delle sue vittime. Li induceva a credere che esistesse una eredità o un credito da parte di una società, ma che per attivare queste pratiche servivano grosse somme di denaro (che poi sarebbero state restituite). Consegnava quindi documenti falsi – a dimostrare la sua genuinità – e a riprova dei suoi piani arrivava a far contattare le vittime da persone (avvocati e dirigenti di banca, ovviamente falsi) che confermavano quanto lei diceva. Faceva di più per confermare il suo impegno ad incassare le somme: si faceva accompagnare in uffici giudiziari, studi di legali, banche, per operazioni che diceva essere indispensabili per incassare il denaro che sarebbe stato girato alle sue vittime, che ora hanno avuto soddisfazione, assistite dagli avvocati Amelia Valentini e Davide Conti. —
D.P.
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