A caccia di allodole con i richiami vietati: denunciati e multati
Tre cacciatori sono segnalati all’autorità giudiziaria dalla Polizia provinciale per l’uso di mezzi vietati durante l’esercizio venatorio e nello specifico richiami acustici. Tutti e tre si trovavano in Comuni diversi da quello di residenza, ma l’operazione è precedente allo slittamento dell’Emilia Romagna in zona arancione, e così alla denuncia non si è aggiunta anche la sanzione per il mancato rispetto delle norme Covid.
Un primo intervento è stato effettuato in un’azienda faunistico venatoria nel comune di Jolanda di Savoia e ha portato alla denuncia di una doppietta veneta impegnata, da un appostamento temporaneo, ad attirare le allodole con ben due richiami acustici vietati, abilmente nascosti in mezzo agli stampi di allodole in plastica, grazie ai quali aveva attirato e poi abbattuto cinque capi della stessa specie.
È un cacciatore ferrarese quello denunciato, anch’esso per l’impiego di un richiamo a funzionamento elettromagnetico, in una zona di caccia nel comune di Riva del Po che aveva abbattuto un’allodola prima dell’intervento della pattuglia della Polizia provinciale. Infine è un cacciatore proveniente dalla Romagna quello denunciato, per le medesime modalità di utilizzo di mezzi vietati per l’esercizio venatorio in comune di Argenta nella località Fiorana.
Complessivamente sono stati sequestrati quattro fucili, quattro richiami acustici a funzionamento elettromagnetico vietato dalla normativa sulla caccia, poiché emette un canto continuo che attira facilmente la piccola fauna migratoria, e sei esemplari di allodole.
Per ognuno dei tre reati contestati ovvero caccia con mezzi vietati, l’uso di richiami acustici, è prevista un’ammenda fino a 1.580 euro. La Procura della Repubblica ha quindi convalidato i sequestri dei fucili, dei richiami e della fauna selvatica.
«Un nuovo plauso ai miei uomini che solo con lunghi appostamenti, spesso mimetizzati fra canneti o stesi lungo gli argini per osservare i comportamenti non corretti e intervenire al momento giusto – dice il Comandante della Polizia Provinciale, Claudio Castagnoli – contribuiscono alla tutela della legalità e del rispetto delle regole e alla repressione di comportamenti scorretti». —
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