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il dramma di corso giovecca 

Caduta sulle scale e morta giorni dopo La verità dall’autopsia

D.P.

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La verità sul dramma di Corso Giovecca – l’anziana morta in casa sulle scale dopo essere caduta almeno due giorni prima dell’allarme lanciato dal figlio – arriverà dall’autopsia che verrà formalizzata nella giornata di oggi dalla procura che ha aperto un’inchiesta e ha indagato il figlio.

L’indagine dovrà valutare se vi possano essere state omissioni o altro da parte dell’uomo alla luce del fatto che lo stesso figlio aveva dato spiegazioni a questo “ritardo” e poi interrogato dagli inquirenti in merito aveva preferito non rispondere alle domande e non chiarire.

La donna, come ricordiamo, era caduta almeno martedì mattina sulle scale che dividono il suo dall’appartamento del figlio, tra il primo e il secondo piano dove vivevano l’uno e l’altra per contro proprio, nella casa di Corso Giovecca. Ma l’allarme del figlio è giunto al 118 solo nella mattinata di giovedì, due giorni dopo perché l’anziana madre 87 anni non dava più segni di vita. Il figlio, 62 enne, aveva dato una spiegazione ai sanitari e ai poliziotti arrivati poco dopo la richiesta di intervento. La madre - così aveva raccontato lui stesso - non voleva andare in ospedale per paura del Covid, e allora lei stessa avrebbe chiesto di essere curata e medicata lì, fino a giovedì mattina quando si è accorto che non dava segni di vita ed ha chiamato i soccorsi.

Una spiegazione che non aveva affatto convinto gli inquirenti, tanto che il figlio chiamato in questura e interrogato con l’assistenza di un avvocato – dunque nella veste di indagato di reato – non aveva risposto e si è avvalso della facoltà di non rispondere, consigliato dal legale. Ora le indagini, obbligate, per capire se la morte della donna si sarebbe potuta evitare chiamando i soccorsi e se la decisione di tenerla lì in quelle condizioni possa avere o meno dei profili di reato da valutare.

Ma non finisce qui: perché gli inquirenti debbono valutare la tragedia in tutti i suoi molteplici aspetti poiché la spiegazione fornita, non è stata confermata e non ha, al momento, valore di prova. Solo l’autopsia potrà confermarlo o smentirlo. —

D.P.

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