Covid e sanità Parte uno studio sulla chirurgia
L’impatto della pandemia sulle appendicectomie Lo studio multicentrico preceduto da altre indagini Per migliorare l’attività clinica
Tra le tante attività innescate dalla pandemia c’è quella di ricerca specifica, sulla diagnosi, trattamento e prevenzione del Covid-19. Una parte degli studi già realizzati o in corso sta cercando invece di misurare l’impatto che la diffusione dei contagi nelle sue varie fasi ha comportato per il funzionamento e la tenuta del servizio sanitario. Queste indagini coinvolgono anche centri di ricerca ferraresi: una delle più recenti è stata autorizzata dall’Asl la scorsa settimana.
Si tratta di uno studio osservazionale multicentrico sull’effetto che la diffusione della pandemia ha avuto per l’attività chirurgica ordinaria, in particolare per gli interventi chirurgici eseguiti nei casi di appendicite. È stato promosso dall’Asl n.2 della Marca Trevigiana, in particolare dall’Ospedale San Valentino di Montebelluna, e tra i centri che hanno aderito compare anche l’Asl estense.
Il responsabile scientifico dell’indagine svolta nel Ferrarese è il professor Carlo Feo, direttore della Chirurgia generale dell’azienda territoriale.
Questa attività di ricerca, precisa il direttore del servizio, mette a confronto dati riguardanti gli interventi chirurgici eseguiti tra marzo e aprile del 2019 con lo stesso periodo del 2020, cioè prima e dopo l’epidemia Covid-19.
Si andranno a valutare le differenze quantitative (i numeri degli interventi) ma anche il tipo di approccio chirurgico e il decorso post-operatorio. Come spiega anche l’atto che ha autorizzato la partecipazione dell’Asl alla ricerca lo scopo è «migliorare la pratica clinica».
Come è noto il lockdown di primavera ha bloccato per mesi la chirurgia, in particolare quella programmata, e la specialistica. «Questo studio è stato anticipato da altri - sottolinea il professore - abbiamo partecipato a un’indagine multicentrica sulle colecistiti, ad una sulla valutazione dell’attività chirurgica pre e post-operatoria in alcune tipologie di pazienti e ad uno studio sui pazienti oncologici. La pandemia determina una riorganizzazione radicale dei servizi sanitari. Stiamo cercando quindi di individuare, valutare e misurare le conseguenze di questi adeguamenti anche nelle attività sanitarie non direttamente collegate alla prevenzione e al trattamento delle infezioni indotte dal virus». —
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