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bar chiusi e tavolini fuori 

Distese senza servizi Ferrara non cambia

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Reazioni difformi da parte degli esercenti pubblici ferraresi all’obbligo di chiudere l’attività imposto dal Dpcm Conte. Alcuni hanno preso atto smantellando anche il dehor aggiuntivo che il Comune aveva concesso a tutte le attività, altri, magari nella stessa piazza centrale, hanno lasciato tavolini, sedie e gazebo sul suolo pubblico, come se dovessero ricominciare domani. In certi casi queste distese prendono il posto di posti auto nelle strisce blu, in altri oscurano la vista di altre attività aperte, con conseguenti proteste (è il caso di un atelier di sposa di via Bologna).

Non ci sono però indicazioni specifiche da parte del Comune, che non ha intenzione di adeguare le scelte relative alle distese alle nuove disposizioni. «Se la distesa è autorizzata, lo rimane fino alla scadenza» spiega l’assessore Matteo Fornasini. La speranza dell’amministrazione comunale, sembra chiaro, è che le disposizioni governative possano cambiare in tempi relativamente brevi, consentendo di nuovo agli esercizi pubblici di riattivare le distese “extralarge”, concesse quest’estate per compensare le riduzioni di spazio interno e di affluenza previste dalle norme sul distanziamento. Diversi bar e ristoranti si erano attrezzati con “funghi” esterni per contrastare la riduzione della temperatura, e vedono nei dehor una via di scampo alle misure anti-affollamento.

Il Comune dal canto suo continua a rinunciare alle entrate da stalli a pagamento e dalla stessa Cosap sulle distese. —

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