Donne vittime di violenze «Continuiamo ad aiutare»
L’impegno della giunta e del consiglio comunale per contrastare il fenomeno «Occorre uno spazio adeguato in cui accogliere le associazioni di volontariato»
COMACCHIO
Dall’apertura nel 2018 ad oggi, la casa rifugio “Io ricomincio da qui”, confiscata alle mafie nel territorio comacchiese e ad indirizzo segreto, a tutela delle donne che accoglie, ha ospitato 6 giovani donne (di età compresa tra 20 e 40 anni), 5 delle quali con figli minori (di età compresa tra zero e dieci anni). Ben 94 invece sono le donne accolte dal 2015, anno della sua inaugurazione a Comacchio e a Codigoro, dallo sportello Iris antiviolenza, con una forte inflessione proprio nel corso del 2020, a causa del lockdown.
i numeri
In particolare nei primi 10 mesi di quest’anno lo sportello Iris ha seguito 9 donne (15 nel 2019) a Comacchio e 6 a Codigoro (nel 2019 erano state 9). Questi sono solo alcuni dei dati esaminati ieri sera, durante la seduta straordinaria del consiglio comunale, convocata in videoconferenza, con un solo punto all’ordine del giorno, legato alla Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
In apertura il sindaco Pierluigi Negri ha ricordato anche la concomitante ricorrenza della Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, alla quale il Comune ha aderito colorando di verde la Torre civica dell’orologio.
i progetti
Negri ha poi elencato progetti, iniziative di sensibilizzazione, laboratori teatrali ed attività condivise con scuole, biblioteca, associazioni di volontariato, compreso il Centro Uomini maltrattati di Ferrara, per dire basta alla violenza di genere. Gli altri consiglieri intervenuti hanno lanciato proposte operative da sottoporre alla nuova amministrazione.
la proposta
Alice Carli, consigliera della lista Per fare ed ex assessore alla cultura e alle pari opportunità, ha osservato che «occorre uno spazio adeguato in cui accogliere le associazioni di volontariato, per far nascere la casa delle associazioni in via Mazzini, è necessario pensare anche ad una casa per persone in stato di povertà ed attivare uno sportello di ascolto, consulenza ed assistenza per le persone vittime di violenza o di soprusi. Le donne siano ascoltate sempre – ha aggiunto Carli – e non solo il 25 novembre. Chiedo al sindaco di promuovere azioni di parità tra le persone». Sandra Carli Ballola, capogruppo delle liste La Città Futura e Movimento 5 Stelle, ha invocato una svolta culturale improntata al rispetto di genere. «Penso ad una scuola che dovrebbe nascere a Sant’Agostino», ha detto la consigliera Carli Ballola, ribadendo la sua contrarietà alla creazione di un auditorium da 500 posti. Si sono poi alternati gli interventi dei consiglieri Riccardo Pattuelli, Marco Fabbri ed Alberto Righetti (lista per Fare) e di Patrizia Buzzi, responsabile dei Servizi Educativi e Politiche di genere comunali. Monica Borghi del Centro Donna e Giustizia di Ferrara ed Angela Gamberini, responsabile dello Sportello antiviolenza Iris hanno evidenziato come siano in prevalenza italiani, di età compresa tra 30 e 45 anni, tutti occupati gli uomini, quelli responsabili di violenze tra le pareti domestiche alle donne accolte. —
K.r.
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