Ricatto all’amante della moglie Arrestato e liberato
Aveva chiesto 20mila euro ad un commerciante per non svelare la sua relazione con la donna. Il giudice non ha confermato la detenzione
Era stato arrestato per aver tentato di ricattare l’amante della moglie. Ieri la sua posizione è stata valutata dal giudice e nonostante la procura avesse chiesto la conferma degli arresti domiciliari per la sua pericolosità, il giudice ha valutato che non vi fossero elementi per tenerlo agli arresti. E adesso è libero, il marocchino 46enne che aveva ricattato un commerciante bengalese che aveva una relazione con sua moglie, chiedendogli 20mila euro per non svelare ai familiari del negoziante la tresca che aveva con la sua consorte: un ricatto che era sfumato perché il commerciante lo aveva denunciato senza pensarci un attimo, e i carabinieri di Ferrara riuscirono a incastrare il marocchino ricattatore. Che adesso è libero, sopratutto di tornare ad infastidire la moglie, che lo aveva cacciato di casa dopo averlo denunciato per maltrattamenti. Per questo motivo, ora da quanto si apprende, gli inquirenti averebbero potenziato i controlli sul marocchino per evitare eventuali ritorsioni sia sul commerciante che sulla moglie. Meglio sarebbe dire quasi ex, visto che, da quanto si era appreso nei giorni scorsi, al omento di decidere per lui, per gli arresti domiciliari in attesa della convalida, la stessa moglie si era rifiutata di ospitarlo in casa e lui aveva passato due giorni in albergo “detenuto” ai domiciliari.
Il giudice ha valutato che no vi fossero gli estremi per la custodia cautelare (il reato c’è, ovviamente ma di questo si parlerà al processo): l’arresto non poteva essere convalidato perché non vi era stata la flagranza (la macchinazione del marocchino sul commerciante era durata una intera giornata). E poi non si poteva accogliere la misura cautelare poiché non vi erano riscontri, ma solamente – al momento – le dichiarazioni accusatorie della vittima. Infatti, in realtà, alla base di tutto vi sarebbe stato un video che il marocchino avrebbe usato (ma non è stato prodotto agli atti) per ricattare il commerciante.
Ora resta la tutela della donna e del ricattato. Da qui gli sforzi dei carabinieri e le indagini che sono in corso per raccogliere altri elementi d’accusa e riscontri. –
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