Al Comune i documenti rifiutati dallo Stato
L’imminente chiusura della sede presso la Casa della Patria per ristrutturazione, ha spinto il presidente dell’Associazione nazionale famiglie caduti e dispersi in guerra, Fernando Marchesi, a collocare in luogo sicuro tutto l’archivio storico. «Una prima parte dal 1920 al 2015 l’avevo già donata all’Archivio di Stato – racconta il presidente – e quindi avevo pensato di completare l’offerta con i documenti rimanenti. Ma non solo non sono stati accettati, ma sembra addirittura che mi debbano restituire anche quelli che avevo dato precedentemente. Il direttore dell’Archivio Comunale che si è invece dimostrato bendisposto».
Marchesi, tenente colonnello degli Alpini, ha prestato servizio nell’Arma iniziando a Cividale del Friuli nel 1962; tornato a Ferrara è andato ad abitare nella casa che gli hanno lasciato i genitori in via Frescobaldi che oggi è diventata la nuova sede della sua associazione. «Questi documenti – prosegue – sono la vita dell’Associazione; ad esempio a Santa Maria in Vado ci sono due cappelle dedicate ai Caduti che sono state realizzate dall’Associazione; in parete ci sono i nomi dei Caduti e dispersi che siamo riusciti a trovare anche grazie alla collaborazione con lo storico Gian Paolo Bertelli». —
Margherita Goberti
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