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Fuga dai grandi centri Ferrara si “candida” per i prezzi a portata

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Il lockdown ha inesorabilmente cambiato le prospettive di vita di tutti noi. Il dover restare chiusi per settimane in appartamenti per maggior parte dei casi troppo piccoli per il numero di persone che li abita ha creato una sensazione di “soffocamento” tale da spingere soprattutto chi ha dei figli a cambiare casa e a spostarsi dalla città alla campagna e soprattutto ai piccoli paesi di provincia dove è aumentata in maniera esponenziale la richiesta di case da affittare o acquistare.

Ferrara, rispetto ad altre città dell’Emilia Romagna, resta ancora un grande “paesone” con pochi condomini e tanti giardini ma anche nella nostra città la tendenza registrata è quella di scappare dal centro storico. E la spesa, sempre rispetto ad altri posti, si può ancora affrontare visto che secondo un’indagine pubblicata sul Sole 24 Ore i prezzi a metro quadro delle case nel capoluogo varia da 650 euro a 2.500 euro al metro quadro, una forchetta certo ampia ma non confrontabile con quelle appunto di Bologna (2.500-4.000), il grande centro “target” per possibili migrazioni; e neppure dei possibili “concorrentii” come Reggio Emilia (1.100-3.500 euro) o Ravenna (1.200-2-300 euro). Di più: la convenienza di Ferrara è la più alta tra le città a distanza di meno di 80 chilometri dalla metropoli di riferimento, anche se si allarga lo sguardo alle regioni confinanti, Lazio e Campania, con parziale eccezione per Vercelli in Piemonte.

Altri elementi di competitività sono scuole piccole e a misura di bambino, il negozio a prezzi ancora accessibili e soprattutto la possibilità di avere a disposizione un giardino, un orto o comunque una valvola di sfogo come anche un contatto umano che riporta indietro nel tempo. —

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