Col progetto Ponti si può costruire il futuro economico
copparo
«Abbiamo l’opportunità di progettare il futuro del nostro territorio. Per questo abbiamo la necessità di guardare al domani: di passare attraverso l’emergenza sanitaria cercando anche di vedere oltre, un po’ più avanti». Così il sindaco Fabrizio Pagnoni ha aperto il terzo workshop nell’ambito del progetto Ponti, virtualmente ospitato dal Comune di Copparo, sul tema “Un’Europa più intelligente. Far crescere l’economia nell’area interna: promuovere una trasformazione economica innovativa e intelligente per accrescere la competitività del territorio e delle imprese”. «Questo è un progetto di animazione territoriale, che ci pone in ascolto e pone al centro i cittadini per fare emergere idee» ha introdotto Giovanni Lolli, presidente della Fondazione Cfp Cesta.
Ha dato inizio ai lavori Marco Mercatili di Nomisma. Due le chiavi di lettura: «Se non ce la fanno i territori, dove vive il 40% degli italiani, non ce la fa l’Italia, il cui nucleo di riferimento è divenuto la città “micropolitana”. Il ruolo pubblico può innescare lo sviluppo, gestendo il patrimonio come occasione di innescare funzioni sociali».
Francesco Robboni di Cna ha richiamato le opportunità che possono essere offerte dalla dimensione dell’ex mandamento e da leve come turismo, imprenditorialità, attrattività, scuola, sicurezza, commistione pubblico/privato. Mentre il presidente di Acer, Diego Carrara, ha sollecitato a unire le forze del territorio per presentare un piano alla Regione, a valorizzare il patrimonio abitativo di grande valore, investendo sulla rigenerazione, e le eccellenze, a partire dall’agricoltura.
Due esempi sono stati portati da Matteo Fabbri, che ha illustrato l’esperienza di Tryeco e di Factory Grisù. Fra gli stakeholders hanno preso la parola Monia Barca di Unife, che ha assicurato la disponibilità dell’Ateneo, e Silvia Pulvirenti di Legacoop Estense, la quale ha posto l’accento sul tema del recupero del patrimonio con funzioni sociale ed economica. —
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