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condanne e patteggiamenti 

L’opposizione chiede la testa del vicesindaco

L’opposizione chiede la testa del vicesindaco

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Revocare dall’incarico di vicesindaco e assessore Nicola Lodi. L’hanno chiesto con un’interpellanza al sindaco i gruppi consiliari Pd, Ac e Gam premettendo tutte le vicende giudiziarie di Lodi, «concluse con patteggiamenti, per il reato di furto, sottrazione di cose sottoposte a pignoramento, usurpazione di funzioni pubbliche, violazione colposa dei doveri di custodia di cose pignorate, manifestazione non autorizzata»; e ricordando la recente «conferma in Cassazione della condanna per omesso versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali per i propri dipendenti, quando Lodi era titolare del salone Acconciature Nicola», oltre alle considerazioni riportate nella sentenza di appello che «tratteggiano un atteggiamento spregiudicato di reiterazione di comportamenti penalmente rilevanti».

E ieri in Consiglio Lodi si chiedeva, sorridendo, se quello sarebbe stato il suo ultimo, poco prima di essere accusato dell’ennesimo «spregio all’etica istituzionale» da Francesco Colaiacovo (Pd): «ho ricevuto una comunicazione istituzionale con la risposta del vicesindaco che dileggia il Pd»; e Lodi tirava fuori i post di Anna Chiappini «portiamo avanti interessi personali? Cittadini scimuniti? Fatevi un bagno di umiltà»; « confonde luoghi istituzionali e la propaganda politica » replicava Colaiacovo. —

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