Perizia psichiatrica sul figlio della deceduta
La perizia autoptica assegnata al medico legale Omar Donato, quella tossicologica alla esperta Francesca Righini e infine la perizia psichiatrica che dovrà essere ordinata nei prossimi giorni: ieri in procura sono partiti gli atti (risultati tra 60 giorni) che dovranno far chiarezza in modo assoluto sulla tragedia di Corso Giovecca, sulla morte della anziana di 87 anni, caduta sulle scale di casa e morta dopo due giorni, rimasta sul pianerottolo e lasciata lì dal figlio, curata e vegliata per due lunghi giorni, per suo volere, perchè non voleva andare in ospedale e per paura del Covid.
Gli atti richiesti dagli inquirenti (pm Maggioni) dovranno spiegare le cause della morte e soprattutto, come richiesto da Giovanni Sorgato, il difensore del figlio indagato per abbandono di incapace aggravato dalla morte, se il figlio stesso in quel momento fosse capace di intendere o volere: lui, sotto choc sarebbe rimasto paralizzato senza soccorrere la madre - per volontà della madre stessa - e non ha chiamato i sanitari se non dopo averla trovata senza vita la mattina di giovedì scorso.
Il quadro che era emerso dal primo sopralluogo di giovedì mattina dopo l’allarme della morte dell’anziana, aveva portato gli inquirenti a sospettare qualcosa di non chiaro, viste le contraddizioni rilevate: il figlio aveva riferito di aver chiamato il giorno prima il 118, ma non era vero; un cuscino trovato sul luogo del decesso non era macchiato di sangue nonostante fosse sotto la testa della donna e tanto altro. Dopo gli accertamenti, è stato circoscritto un contesto di estrema fragilità psicologica nel rapporto tra madre e figlio, che ha continuato a ripetere «Non dovevo dar retta a mia madre e chiamare i soccorsi». Un quadro dicevamo di natura psicologica se no psichiatrica che dovrà essere approfondito. —
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