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IL LUTTO

Vide morire i familiari sotto le bombe a Ferrara, poi staffetta partigiana nella Bassa Modenese

Una giovane Ibes Pioli, Rina era il suo nome partigiano
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Una giovane Ibes Pioli, Rina era il suo nome partigiano

Si è spenta Ibes Pioli, 94 anni e l’Anpi la piange. Ebbe un ruolo primario durante la Resistenza 

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FERRARA. Con la famiglia aveva vissuto a Ferrara, in pieno centro città, in Piazza Castello, durante gli anni della guerra: e proprio qui in città, durante i bombardamenti vide morire suoi famigliari. Una famiglia antifascista, la sua, con padre e fratello perseguitati politici: e così lei, Ibes Pioli, non poteva che entrare nella Resistenza e da studentessa si trasformò in Staffetta partigiana tra la bassa e il Modenese, conosciuta da tutti come “Rina”. Proprio a Modena è morta, all’età di 94 anni, a causa del Covid, nella casa di risposo che la ospitava.

LA PIANGONO IN TANTI

E adesso la piangono e la ricordano in tanti, a partire dall’Anpi (associazione partigiani) che riflette: «Il Covid sta cancellando generazioni che hanno contribuito non solo a difendere ma anche a costruire un Paese nuovo. Molto si deve a persone come “Rina” e il modo migliore per ricordarla è raccogliere il testimone e proseguire sulla strada lastricata di quei principi fondamentali, i valori che Rina ha sempre difeso». Durante la Resistenza, dicevamo, operò come staffetta di collegamento tra Modena la Bassa modenese nelle Brigata Remo con il nome di battaglia “Rina”.

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Organizzatrice dei gruppi di difesa delle donne a Modena dove si era trasferita da Ferrara con la famiglia, fece parte del Comitato provinciale di liberazione occupandosi di stampa e propaganda. E, con altre 300 militanti, fu la principale animatrice della requisizione al Salumificio Frigieri delle Paganine (una zona di Modena) dell’8 marzo 1945, distribuendo quasi 30 quintali di carne alla popolazione: un’azione che resta la più importante e significativa manifestazione femminile di tutta l’Emilia-Romagna durante i mesi dell’occupazione. E proprio a Modena è il suo ricordo più vivo, tracciato da tanti, rappresentanti della politica Anpi e il sindaco: «Con Ibes Pioli, partigiana Rina, ci ha lasciati – scrive il sindaco Gian Carlo Muzzarelli– una donna che ha sempre lottato per i valori della libertà e della liberazione: Ibes ha continuato fino a che ha potuto il suo infaticabile impegno nel trasmettere soprattutto alle giovani generazioni l’esperienza della Resistenza e il suo patrimonio di ideali».

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QUALCOSA DI DIVERSO

Iscritta all’Udi sin dalla prima ora, lo è rimasta sempre e diceva di sé, raccontandosi ad alcuni incontri con le scuole: «Ero una staffetta più che una combattente, non ho mai prediletto le armi. Sentivo in me qualcosa di diverso come ragazza, di particolare: i fascisti dicevano che la donna non aveva cervello, io invece ho dimostrato loro che sapevo ben coniugare le cose che pensavo». –

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