Dietro le quinte della pandemia Il laboratorio che studia il virus
Livelli di sicurezza adatti a contenere un elevato rischio biologico. Strumentazione dedicata. Personale altamente qualificato. Nella pratica, lottare contro il coronavirus significa per gli scienziati disporre di un insieme di strumenti e conoscenze spesso non semplici da reperire nei comuni laboratori di ricerca.
L’Università di Ferrara si è adoperata sin dall’inizio della pandemia per dotarsi di spazi dedicati specificamente agli studi sul virus SARS-CoV-2. A partire dallo scorso settembre, il “laboratorio di livello di sicurezza 3” di Unife, al Polo Chimico Biomedico, è ufficialmente attivo per i ricercatori dell’Ateneo. E non solo. È disponibile a condurre studi in collaborazione con l’intera comunità scientifica e industriale. Un servizio fondamentale – che pochi laboratori mettono a disposizione – per consentire alla ricerca sul virus di procedere.
L’Università di Ferrara in questo è ai primi posti in Regione.
«Il nostro laboratorio è definito BSL3, cioè biosafety level 3, in una scala che va da 1 a 4. Significa che è stato progettato per poter maneggiare in totale sicurezza agenti patogeni, come virus e batteri, potenzialmente letali per l’uomo», spiega Roberta Rizzo, professoressa del Dipartimento di Scienze Chimiche e Farmaceutiche di Unife e responsabile del laboratorio BSL3 di Unife.
L’attività del laboratorio è possibile grazie alla presenza di accessi controllati, sistemi di filtraggio dell’aria e all’impiego di speciali dispositivi di sicurezza.
La dotazione tecnica prevede inoltre la presenza di camere dedicate alla coltura di cellule e di virus, cappe aspiranti, vari modelli di microscopia (da quella elettronica alla microscopia a fluorescenza) e altre strumentazioni specifiche dedicate alle analisi biologiche su materiale infetto. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
