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IL PROVVEDIMENTO

Ferrara, Perini ai domiciliari per atti persecutori

Ferrara, Perini ai domiciliari per atti persecutori

Il 48enne "truffatore dei preti" ancora nei guai. L’ultimo colpo, sfumato, inventando una donazione di Cinzia Fusi al parroco di Berra. Ha ancora guai, processi e pendenze in tutta Italia

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FERRARA. Cristiano Perini, ferrarese indagato per atti persecutori, è stato messo agli arresti domiciliari. L’ordinanza del Gip Danilo Russo è stata eseguita dagli agenti della squadra mobile di Ferrara. Perini, dopo l’episodio dello scorso 30 agosto, quando dopo essere stato colpito al volto in via Garibaldi aveva sbattuto violentemente la testa a terra, era stato ricoverato all’ospedale Sant’Anna di Cona. Dopo essere stato dimesso, però, ha iniziato una serie di atti persecutori nei confronti della persona che l’aveva colpito. Tra appostamenti, messaggi, chiamate e minacce di morte lasciati tramite cellulare la situazione era diventata invivibile. Le indagini della polizia hanno consentito di interrompere l’escalation prima che gli atti intimidatori potessero sfociare in qualcosa di drammatico. I comportamenti di Perini però hanno consentito al pm Barbara Cavallo di raccogliere tutti gli elementi grazie ai quali è stato possibile indagare su di lui per il reato di atti persecutori. Indagini che hanno portato poi agli arresti domiciliari.

IL RITRATTO

La prima foto segnaletica, in bianco e nero, è dell’ottobre 2001: primo arresto. Poi nel corso degli anni fino ad oggi, il viso è cambiato, ma Cristiano Perini è rimasto il truffatore di sempre. Tanto che secondo i calcoli dei suoi legali (d’ufficio, che cambiamo di volta in volta) ormai ha un cumulo di pene di quasi 10 anni per le condanne riportate nei vari tribunali da Ravenna a Ferrara e in mezza Italia. Mentre tante altre le pendenze giudiziarie sono ancora in corso, quelle di oggi per truffe sul web a Pesaro, Milano, Roma, Belluno, Novara, Bologna, Venezia, Como, Trento.

Ma Perini è famoso soprattutto per le truffe seriali a preti e prelati, sacerdoti, e addirittura anche il segretario del vescovo di Ravenna, Ersilio Tonini, per cui venne condannato a Ravenna – raccontano le cronache ad oltre 7 anni di pena. Ma tante anche quelle piazzate in città, nei decenni scorsi quando arrivò a truffare anche don Domenico Bedin, addirittura fingendo di essere l’allora procuratore capo Severino Messina. E con sotterfugi e raggiri era riusciti a spillar quattrini a quasi tutti i parroci della città di Ferrara e del forese.

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