La Nuova Ferrara

Ferrara

santa maria codifiume 

Proteste e nervi tesi tra gli stessi lavoratori davanti alla Kiwisole

SAMUELE GOVONI
Proteste e nervi tesi tra gli stessi lavoratori davanti alla Kiwisole

Continuano le proteste, sul posto anche Digos e carabinieri Il titolare: il confronto ci sarà, basta blocchi e assembramenti

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA MARIA CODIFIUME

Momenti di tensione ieri mattina davanti ai cancelli dell’impresa Kiwisole di Santa Maria Codifiume, azienda che fa capo a Spreafico e specializzata nella commercializzazione e distribuzione di ortofrutta. Una quindicina di lavoratori, rappresentati dal sindacato Cobas, hanno manifestato per esprimere solidarietà a colleghi milanesi disoccupati e anche per chiedere di essere reintegrati dallo stabilimento argentano. «Due settimane fa avevamo chiesto un incontro in prefettura e – spiega Hamid del Cobas – l’appuntamento è stato fissato al 9 dicembre, per noi troppo tardi. Lunedì abbiamo fatto un’ora di protesta davanti ai cancelli, oggi (ieri per chi legge, ndr) siamo tornati».

Quando i manifestanti hanno bloccato un camion che doveva entrare alla Kiwisole gli animi si sono scaldati. Secondo il racconto del sindacato, Giovanni Casiraghi, uno dei titolari della ditta, è uscito e ha invitato i presenti ad andarsene. «Dopo di lui sono usciti anche i lavoratori che stavano all’interno dello stabilimento e anche loro – proseguono dal sindacato – ci hanno detto di andarcene». È stato in quel momento, quando i toni erano ormai troppo accesi, che sono intervenuti anche Digos e carabinieri. Le forze dell’ordine hanno calmato i presenti e fatto rispettare le distanze tra chi era dentro e chi fuori dall’azienda. Una ragazza durante la protesta ha accusato un malore e si è accasciata a terra; portata all’ospedale di Argenta in ambulanza è stata dimessa poco dopo.

NO A NUOVI BLOCCHI

«È vero, c’è stato un po’ di trambusto e mi dispiace; non sono abituato a lavorare così». Casiraghi non nasconde l’amarezza e la delusione per una situazione che si è creata e si trascina da mesi: «Nelle scorse settimane ho dato la mia disponibilità per aprire un dialogo, un tavolo di confronto ma se si continua così, a manifestare e bloccare il lavoro non so di cosa potremo dialogare».

Secondo Casiraghi, i manifestanti Cobas che protestano fuori dai cancelli non ce l’hanno direttamente con lo stabilimento di Santa Maria Codifiume. «Sta succedendo la stessa cosa anche davanti allo stabilimento di Sala Bolognese e mi dispiace perché – prosegue –, anche l’estate scorsa dove di frutta ce n’era poca, ho cercato di diluire il lavoro fra tutti per dare la possibilità a ciascuno di portare a casa uno stipendio ma se ci mettiamo a manifestare per qualsiasi cosa non si lavora più...». Per ora, l’appuntamento fissato per il 9 dicembre in prefettura è ancora in essere. «Spero che quello di ieri sia stato l’ultimo episodio, non possiamo permetterci altri blocchi e soprattutto in un momento come questo – conclude – non possiamo permetterci assembramenti». —

SAMUELE GOVONI

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google