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“Centro storico” a rischio chiusura «Affitto alto e non lavoriamo»

d.b.
“Centro storico” a rischio chiusura «Affitto alto e non lavoriamo»

Ferrara, il bar pasticceria paga le difficoltà legate alla pandemia Il titolare: in mezza giornata con l’asporto incassati solo 80 euro 

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la storia

«Avevamo in mente di trasformare il Nazionale in risotteria-spaghetteria e di aprire un forno-gastronomia sempre in corso Martiri della Libertà. Ma questa nuova chiusura al momento ci impedisce di fare programmi. E sì, se andremo avanti così potrebbe essere che lasceremo la gestione del Centro storico, ma al momento non ci voglio pensare».

A parlare è Gianfranco Orsatti, titolare dei panifici di via Palestro e via Garibaldi, sempre a Ferrara, che dal 2016 ha rilevato la gestione dell’importante bar pasticceria in corso Martiri della Libertà. In seguito, Orsatti ha rilevato anche il vicino bar Nazionale, altro locale in subaffitto da Segafredo, l’importante azienda di torrefazione che ha in affitto da diversi anni le due pasticcerie, contratti in scadenza a dicembre.

Da alcuni giorni gira con insistenza la voce di una imminente chiusura del Centro storico e di problemi con i dipendenti, già seguiti dai sindacati. «Non ci sono problemi gravi, ma è naturale avere qualche mese di arretrato in un momento come questo. Abbiamo provato a fare una botta di conti di tutte le nostre attività, ebbene il raffronto è impietoso, gli introiti in meno sono di alcune centinaia di migliaia di euro. E se i panifici comunque lavorano, discorso diverso per le pasticcerie: noi apriamo ma la gente non sa che facciamo l’asporto, perché è abituata a venire per prendersi il caffé o l’aperitivo comodamente seduti. Proprio oggi (ieri; ndr) dal mattino alle 14 con l’asporto al Centro storico abbiamo incassato 80 euro, come posso pagare affitto e personale?».

Di certo a mancare non sono le idee: «Avevamo in corso lavori di ristrutturazione importanti al Nazionale per trasformarne le attività e siamo già in trattativa per un altro spazio in corso Martiri per il nuovo forno, con alternativa un altro all’inizio di via Garibaldi. Ora però non si può pensare di aprire nuove attività... L’unica cosa che possiamo fare è chiedere una riduzione degli alti affitti, considerando le attuali difficoltà... e poi sperare che quanto prima vengano riaperti i bar ed i ristoranti per permetterci di lavorare». —

d.b.

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