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Lo studio in carcere: una via di riscatto Atenei a confronto

Lo studio in carcere: una via di riscatto Atenei a confronto

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“Come può la conoscenza migliorare le società e le condizioni di vita delle persone, anche se private della libertà?”

Questo il tema al centro del caffè letterario a distanza in cui ricercatrici, ricercatori e docenti dell’università di Ferrara, Bologna e Parma dialogheranno con i detenuti ristretti negli istituti penitenziari delle tre città e iscritti nei rispettivi Atenei.

L’iniziativa online “A che bell’o cafè. Dialoghi su ricerca e futuro dal carcere”, in programma oggi dalle ore 10 alle ore 14, rientra tra gli eventi collegati alla Notte Europea dei Ricercatori, che quest’anno per la prima volta entra in carcere.

La Notte dei Ricercatori tra i detenuti, è promossa dalla Conferenza Nazionale dei Poli Universitari Penitenziari (Cnupp), e si svolgerà in contemporanea in varie università e carceri italiane per divulgare una diversa cultura sul carcere e sulla pena, con al centro il diritto allo studio come fondamento per il cambiamento.

Il caffè letterario si terrà prima con le carceri di Ferrara e Bologna, dove si discuterà di diritto alla speranza e di cosa significa fare ricerca nel campo delle scienze umane, poi con l’istituto di Parma dove il dialogo si incentrerà sul concetto di cambiamento dal punto di vista sociologico, giuridico e pedagogico.

Per Unife partecipano i docenti Stefania Carnevale (Diritto Processuale Penale e coordinatrice dell’evento regionale); Andrea Pugiotto (Diritto Costituzionale) e Giuseppe Scandurra, (Antropologia Culturale e Urbana).

«Sempre più detenuti iscritti a corsi universitari - afferma Stefania Carnevale - sperimentano entro le mura dei penitenziari percorsi di studio e ricerca in numerosissime discipline, traendo da questa esperienza nuovi orizzonti culturali e prospettive di vita». Oggi dunque «ragioneremo insieme sul ruolo giocato da ricerca e conoscenza nel rendere la privazione della libertà rispettosa dei diritti fondamentali e proiettata verso il positivo reinserimento sociale, come imposto dalla Costituzione». —

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