La Nuova Ferrara

Ferrara

IL CONVEGNO ON LINE 

Non è normale che sia normale La musica rap contro i soprusi

Marcello Pulidori
Non è normale che sia normale La musica rap contro i soprusi

La canzone ideata dagli studenti dell’istituto “Copernico-Carpeggiani”  In crescita i casi di stalking. E per l’Istat il 79% delle vittime non chiede aiuto

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Una studentessa dell’istituto Copernico-Carpeggiani di Ferrara che canta “Non è normale che sia normale”. Il Copernico-Carpeggiani è un istituto superiore a netta prevalenza maschile, è un dettaglio che in un contesto come questo assume una valenza speciale. Dove la lotta contro le violenza sulle donne è diventata materia di studio nelle ore di educazione civica. È stato il momento più intenso del convegno (on line) promosso ieri dal Comune di Ferrara. Perché non deve mai essere normale picchiare una donna, e perché non è amore mettere le mani addosso alla propria compagna di vita. Il primo snodo per cercare una soluzione, per fermare la violenza contro le donne, è contenuta in un video e in una canzone rap. «Pensavo mi toccassi soltanto con un fiore», il ritornello “buca” il video e per una volta l’essere virale vuol dire anche essere utile alla riflessione. È anche così che si fa Rete, filo conduttore della intera mattinata. Niente giustifica la violenza fisica. Né tanto meno tutte le altre forme di violenza.



C’è una violenza fisica contro le donne, ma ve ne è una ancora più subdola, quella psicologica. Mentre Paola Peruffo, presidente della Commissione consiliare per le pari opportunità, coordina gli interventi, piovono i primi dati salienti. Paolo Pellegatti, dirigente della Divisione Anticrimine della questura, ricorda che «il reato di stalking è purtroppo in aumento. Nel 2019 gli “ammonimenti” del questore furono 12, oggi per il 2020 siamo già a 13, e l’anno non è ancora finito». L’Istat fornisce un altro dato, declinabile anche a livello locale: in media, il 79% delle vittime non chiede aiuto. È un dato allarmante. Monica Calamai, direttore generale dell’Azienda Usl di Ferrara, sottolinea che «per le donne ferite gli accessi al Pronto Soccorso sono garantiti attraverso un triage apposito, con personale sanitario qualificato e formato».



Ecco la Rete. Da Paola Castagnotto, presidente del Centro Donna Giustizia, arrivano altre cifre allarmanti: i numeri dicono che la pandemia non ha rallentato la violenza contro le donne. «A Ferrara e a Comacchio – ricorda Castagnotto – ci sono le Case rifugio per le donne che non possono più condividere spazi con il marito o il convivente violenti».



Un percorso per certi versi inedito ma di fondamentale importanza è quello portato in discussione da Michele Poli, coordinatore del Centro Ascolto Uomini Maltrattanti, nel quale si cerca la strada della redenzione per gli autori delle violenze. Liviana Zagagnoni, responsabile dell’Udi di Ferrara, torna sulla questione Covid: «I disagi patiti dalle donne vittime di violenza in questo momento storico a livello sanitario sono notevolissimi».

Tocca poi al liceo di Scienze Umane “Carducci”, classe 4/G, presentare il proprio lavoro, “La forza e il coraggio delle donne”.



Significativo, infine, il sostegno fornito da Fidapa (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari), sezione di Ferrara.

Per la violenza sulle donne vale, e varrà, ciò che i giudici Falcone e Borsellino indicavano come strumento per sconfiggere la mafia: primo, non stancarsi mai di parlarne. —



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