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fauna ittica a rischio 

Pesci e canali-trappola Task force più robusta

s.c.

La Bonifica interviene dopo le morie nella rete prosciugata I salvataggi saranno affidati a più associazioni del territorio

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Le immagini di quest’autunno di branchi di pesci agonizzanti o già morti sul fondo di molti canali della provincia hanno smosso qualcosa al Consorzio di Bonifica. Per tentare di migliorare il servizio di salvataggio della fauna ittica messa a rischio dagli svuotamenti improvvisi dei canali, infatti, il gestore dell’immensa rete irrigua della provincia ha deciso per la prima volta di ricercare la collaborazione delle associazioni di volontariato che si occupano di queste attività, attraverso una manifestazione d’interesse pubblica che possa coinvolgere anche più di una realtà. «Speriamo ci siano risposte da diverse parti del territorio provinciale, in modo da poter svolgere un servizio più articolato» spiega il direttore consortile Mauro Monti.

la situazione

Le segnalazioni di moríe innescate appunto dall’azione della Bonifica, che manda in secca i canali nel periodo non irriguo che comincia in autunno, si sono ultimamente moltiplicati. «Succede soprattutto in corrispondenza di ponti, dove si formano pozze d’acqua nelle quali vanno a rifugiarsi i pesci, ma che inevitabilmente si prosciugano - spiega Monti - Il servizio di raccolta della fauna ittica intrappolata in questo modo c’è da diversi anni, ed è affidato ad un’associazione di volontariato, Asia Asp, che si muove in autonomia coinvolgendo anche altre realtà. Noi li avvertiamo prima di togliere l’acqua nei vari canali e loro intervengono con i mezzi (sono dotati di 3 autocarri con vasche, ndr) e i volontari». Come mai allora ci sono situazioni di difficoltà? «Non si può arrivare ovunque, è materialmente impossibile perché gestiamo qualcosa come 4.200 chilometri di canali, e il periodo della secca è lo stesso più o meno per tutti» è sempre il direttore a parlare.

I volontari percepiscono un forfait per ogni intervento, 280 euro a titolo di partecipazione alle spese, e in un anno il Consorzio riconosce circa 40mila euro: significa che gli interventi sono oltre 140 nell’arco dei dodici mesi.

la novità

Asia è stata scelta senza bandi o gare, per il fatto di avere i requisiti giusti per quest’attività. Dall’anno prossimo, però, si cambia: «Abbiamo deciso appunto di pubblicare un bando per manifestazioni d’interesse, e non mettiamo limiti numerici: se dovessero arrivare più candidature da associazioni di diverse parti del territorio, diciamo il Centese, l’Argentano e il Basso Ferrarese, saremo pronti a coinvolgerle tutte, nell’ottica di offrire un servizio migliore e capillare» è l’intendimento di Monti. I termini economici non variano, potrebbero però aumentare gli interventi per via delle maggiori, auspicate disponibilità dei volontari, e quindi anche la spesa complessiva annuale. È contemplata anche la possibilità che l’associazione si muova in emergenza, su segnalazioni urgenti.

C’è poi un capitolo che riguarda il siluro: eventuali catture dovranno essere seguite da trasporti in bacini formalmente autorizzati ad ospitarlo.

Domande da presentare entro il 4 dicembre. —

s.c.

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