Con la vecchia geografia provincia nel frullatore
È durata poco, la prima geografia elettorale disegnata per dar corpo al Rosatellum: tre anni, dal novembre 2017, ed un’unica elezione nazionale. Per la provincia di Ferrara era disgregante secondo linee di frattura che vengono ora cancellate per effetto del taglio dei seggi.
Ma ripercorriamola passo passo, la cartina con cui si è andati al voto nel 2018. Per Montecitorio prevedeva un collegio uninominale tutto ferrarese (U04 Camera - Tomasi) per la parte della provincia che va dal capoluogo al mare, mentre la porzione più ad Ovest (comuni di Cento, Bondeno, Poggio, Vigarano e Terre del Reno) erano aggregato alla bassa Modenese, Carpi e Soliera escluse (U08 Camera - Cestari).
Un elettore di Ferrara ed uno di Cento hanno sulla scheda candidati diversi per il maggioritario, ma gli stessi listini per il proporzionale, perché le intere province di Modena e Ferrara costituivano un unico collegio plurinominale (P02 Camera).
Al Senato, invece, il territorio ferrarese era diviso anche per la quota proporzionale: l’Alto Ferrarese stava con gran parte dell’Emilia (P02 Senato); la città capoluogo e gli altri comuni con Bologna e la Romagna (P01 Senato).
Per l’uninominale i comuni da Ferrara al mare erano aggregati alla bassa Bolognese (esclusa Medicina) e alla fascia dell’Imolese che va dalla pianura al confine con la Toscana fiorentina (U03 Senato - Balboni). L’Alto Ferrarese stava invece in un collegio dato dall’allargamento verso Sud Ovest di quello per la Camera: includeva anche Carpi e Soliera e si incuneava nel Reggiano fino al capoluogo (U06 Senato - Iori). —
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