La Nuova Ferrara

Ferrara

EMERGENZA CORONAVIRUS

Ferrara, al Teatro Nuovo salta il programma natalizio

Gian Pietro Zerbini
Ferrara, al Teatro Nuovo salta il programma natalizio

Il punto con il titolare Di Matteo: niente balletto “Lo Schiaccianoci” il 19 dicembre. A rischio per l’emergenza Covid anche l’intera stagione gennaio-maggio 2021

2 MINUTI DI LETTURA





FERRARA.  «Cosa vuole che le dica? È una stagione nata malissimo e che sta finendo peggio». Giovanni Di Matteo, proprietario del Teatro Nuovo di Ferrara, prova a mettere in fila tutti i nodi derivati dell’emergenza sanitaria, che hanno aggrovigliato non poco l’attività del contenitore culturale di Piazza Trento Trieste. Come tutte le aziende che lavorano nel campo dello spettacolo e dell’intrattenimento, questo 2020 passerà alla storia come uno degli anni peggiori compresi i periodi bellici, dove con limitazioni e precauzioni, gli spettacoli si facevano comunque.

«A questo punto - dichiara Di Matteo - indipendentemente da quelle che saranno le scelte ministeriali sull’apertura o meno di teatri e dei luoghi di spettacolo nel periodo natalizio, ho deciso di annullare il balletto “Lo Schiaccianoci” che era in programma il prossimo 19 dicembre. Ho già preso contatti con la compagnia di Milano che doveva venire a fare lo spettacolo ed anche loro hanno convenuto di non rischiare e di rinviare a data da destinarsi. Quindi anche l’ultimo spettacolo in cartellone che era in programma al Nuovo in questo difficilissimo 2020 salta. E il nuovo anno si presenta comunque ancora ricco di insidie, perché c’è il rischio, se la situazione epidemiologica non dovesse migliorare, di tenere chiuso il teatro anche per tutta la prima parte dell’anno».

C’è il timore, infatti, che anche gli spettacoli che erano in programma al Nuovo nei primi mesi del 2021 possano essere annullati nel caso non arrivasse il disco verde ministeriale per poter svolgere le attività teatrali. Nel frattempo, nonostante la chiusura, il Teatro Nuovo continua logicamente ad avere dei costi fissi di gestione, pur contenuti e per questo si chiede anche un aiuto in termini di minori tasse.

«Per fortuna - dichiara Di Matteo, cogliendo anche aspetti positivi in questa complicatissima vicenda - non abbiamo mutui passivi e affitti da pagare. Il teatro è nostro anche se incidono delle spese che non possiamo togliere. Comprendo la disperazione di tanti altri gestori che devono fare i conti non solo con la chiusura dell’attività, ma anche con spese molto più altre derivate da eventuali canoni di locazione». La situazione del personale rimane in sospeso, come conferma il titolare resta la casa integrazione. «La mia speranza - dichiara - anche se qualcuno al momento ha intrapreso altre attività, è di ritornare con il nostro team non appena questa situazione sarà concluso e si potrà tenere aperto il nostro teatro con continuità. Nel frattempo il timore di dover tener chiuso per altri mesi è quanto mai fondato». —


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google