Due tartarughe salvate tornano a nuotare nel mare Liberate dopo le cure
Gli esemplari erano stati trovati spiaggiati sulla costa comacchiese Entrambi avevano subito gravi ferite. Decisiva l’opera dei volontari
La storia
Giovedì mattina sono stati riportate in mare dalla fondazione Cetacea due tartarughe soccorse dai volontari dopo essere rimaste spiaggiate sulla costa comacchiese. E curate dalle gravi ferite subìte in mare probabilmente dalle eliche di imbarcazioni.
La prima è Giuseppe, giovane Caretta caretta recuperatail 20 agosto da Enpa Lagosanto, che insieme a Polizia provinciale, Fondazione Cetacea, Aics (Associazione italiana cultura e sport), Circolo velico Volano, Corpo dei vigili giurati di Goro, formano il coordinamento di associazioni Delta Rescue, il quale opera per la salvaguardia delle tartarughe marine nel Ferrarese, intervenendo sui tanti spiaggiamenti di morte e di vive in questo territorio.
le ferite
Giuseppe all’arrivo aveva il cranio sfondato probabilmente dall’impatto con un natante. La tartaruga era stata subito visitata dalla veterinaria Giulia Bondesan, responsabile del Centro di primo soccorso di Goro (sito nella sede di Arpae), per poi essere spostata a Riccione, dove a seguito delle cure a cui è stata sottoposta si è ristabilita completamente.
La seconda, è Alessandra, una delle “mascotte” del Centro e adottata da decine di “genitori a distanza”: la tartaruga ricoverata per oltre due anni al nostro Centro (era arrivata anche lei dal Ferrarese l’11 agosto del 2018, recuperata sempre dai volontari in loco) con un grave sfondamento del cranio, del carapace e con un amo nell’esofago.
Dopo cure specialistiche molto avanzate e tanta, tantissima, fisioterapia era stata rilasciata il 22 settembre scorso in mare a Pesaro dopo un breve ma risolutivo periodo nella caletta per la riabilitazione allestita nella città marchigiana, quando i veterinari che la seguono da oltre due anni hanno deciso che era pronta per tornare libera e autonoma.
le cure
Alessandra si era allontanata con lentezza e «speravamo di non vederla più fino a che l’8 ottobre siamo stati contattati dalla Capitaneria di Porto di Ancona: era stata recuperata al largo da alcuni diportisti. Facciamo una premessa: Alessandra resta una tartaruga con un handicap, ma le sue gravi ferite si sono rimarginate e grazie al duro lavoro di tanti non è più l’animale catatonico giunto oltre 2 anni fa. Ora Alessandra è un animale reattivo e in acqua ha dimostrato di poter cacciare e cavarsela da solo. Inoltre i nostri veterinari che l’hanno visitata dopo il suo ritorno al Centro hanno potuto constatare ulteriori miglioramenti in mare: da qui la decisione di rilasciarla di nuovo, per non rischiare che un altro inverno in vasca rischiasse di compromettere gli sviluppi che ha fatto», dicono da Fondazione Cetacea. —
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