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L’assessora Bonati soccorre papà Micai «L’ho visto in difficoltà e ho chiamato il 118»

S.A.
L’assessora Bonati soccorre papà Micai «L’ho visto in difficoltà e ho chiamato il 118»

A Bondeno una vicenda di solidarietà umana che piace e fa discutere «Io e la figlia su sponde politiche opposte? Sì, ma amiche a sempre» 

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LA STORIA

«La chiamano psicologia di guerra, quando si è in qualche emergenza si tira fuori il meglio o il peggio di sé. Ecco, Ornella ha mostrato il suo lato migliore e per questo l’ho ringraziata, prima in privato e poi, siccome non mi pareva abbastanza, anche in pubblico».

IL POST

A parlare è Patrizia Micai, a suo tempo candidata a sindaco del centrosinistra e noto avvocato di Bondeno. È stata lei, proprio tramite quel ringraziamento via social, a svelare la buona azione di Ornella Bonati, assessore della giunta Saletti. Si tratta del soccorso dato al padre della Micai, il 92enne Alfio, nella mattinata di giovedì.

«Mio padre ha avuto un malore sulla via pubblica del paese ed è stato aiutato e assistito dall’amica e oggi nostro assessore Ornella Bonati: la ringrazio pubblicamente a nome mio e di tutta la mia famiglia. Alfio ti manda un abbraccio. Grazie». Questo il post pubblicato dalla Micai su Facebook e più avanti, nei tanti commenti, rassicura circa le condizioni dell’anziano padre: «Accertamenti in corso. Ho firmato per lasciarlo fuori dall’ospedale. Con allarme sanitario meglio evitare, a nostro avviso». E ancora: «Grazie a tutti. E ringraziamo il senso civico di Ornella Bonati, che non è più così scontato. Grazie ancora per l’affetto e l’interessamento dimostrato. La mia famiglia ringrazia».

Parole che hanno colpito in città, ma anche un po’ sorpreso: ma come, non erano avversarie politiche? Già, una del Pd, l’altra della Lega: ci si aspettava un po’ più di distacco, invece...

IL RACCONTO

L’assessore della giunta Saletti, novità assoluta pur sedendo sui banchi della maggioranza sin dal 2014, con deleghe a Sicurezza e Protezione civile, Sport e Tutela degli animali, senza alcuna esperienza specifica nel soccorso alle persone, occupandosi fondamentalmente di contabilità, non ci ha pensato un attimo, l’altra mattina verso le 9.15, a dare il suo aiuto: «Stavo andando in Comune - racconta, per altro un po’ sorpresa dal clamore della vicenda - , strada che percorro tutte le mattine, in prossimità chiesa San Giovanni ho visto questa persona che incedeva in bici in modo strano, incerto. Nel momento in cui lo supero, vedo che si appoggia al muretto che delimita la ciclabile dalla strada, vado avanti e vedo che si mette giù, come quando ci si addormenta appoggiati su una tavola: capisco che qualcosa non va, parcheggio e lo raggiungo di corsa. Gli ho chiesto se non si sentisse bene, sbadigliava tanto, mi ha detto di sì e ho chiamato subito il 118».

Intanto l’assessore si fa dire il nome, si fa confermare che è il papà della Micai, quindi «ho chiamato subito Patrizia, ho insistito, perché scattava la segreteria, alla fine mi ha richiamata... Mi ha chiesto di non farlo portare via dall’ambulanza, che sarebbe arrivata».

LA MOARALE

«Sono contenta di essere intervenuta, è stato il senso civico, perché quella persona era in difficoltà. E il post di Patrizia su Facebook mi ha fatto piacere, ma penso che qualsiasi persona debba fare un gesto del genere, se vede una persona in difficoltà, in mancanza diventa omissione di soccorso, ma non voglio certo essere considerata un eroe. la nostra distanza politica? Un discorso è la politica, altro è l’amicizia, l’umanità. Con Patrizia ci conosciamo da una vita, da ragazze qui da me a Settepolesini facevamo feste, recite, anzi, aspetto ancora delle foto da lei... —

S.A.

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