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Pettazzoni: opera pubblica abbandonata a se stessa

Pettazzoni: opera pubblica abbandonata a se stessa

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BEVILACQUA

«Lo stato di degrado in cui versa quella che doveva essere la palestra di Bevilacqua è sotto gli occhi di tutti. Basta chiacchiere e promesse non mantenute, servono fatti. Occorre che l'amministrazione intervenga». È un commento amaro, quello del capogruppo della Lega Marco Pettazzoni, dopo un sopralluogo nelle adiacenze di un cantiere abbandonato da oltre un anno.

La palestra di Bevilacqua infatti è «un’opera pubblica attesa da decenni dalla frazione» che però oggi «per l’intero paese è come una ferita, vederla lasciata al più totale abbandono e notare che l'incuria e le intemperie la stanno rovinando giorno dopo giorno».

Pettazzoni ha potuto constatare che «la situazione è ancor più disarmante. Sporcizia e rifiuti tutto attorno, un pericoloso scavo sul fronte strada, legno della struttura che sta marcendo, infiltrazioni ovunquee a terra un vero e proprio acquitrino. È incomprensibile che l’investimento, fatto tra l'altro sul suolo di un altro Comune, possa essere lasciato marcire con tanta indifferenza».

Da qui, la sollecitazione del capogruppo della Lega: «Occorre che le amministrazioni di Cento e Crevalcore si diano seriamente da fare, perché si stanno sprecando soldi dei centesi. Per questo, chiediamo quando con certezza ripartiranno i lavori, e a quanto ammontano i danni. E quali parti saranno da sostituire, ma soprattutto se la struttura è utilizzabile» visti i danni riportati «in tutto questo tempo».

A fine ottobre la giunta comunale ha approvato il progetto definitivo ed esecutivo per il completamento della palestra. Prevede una spesa di 790mila euro, comprensiva del costo del progetto precedente. Al primo progetto, l’amministrazione ha aggiunto risorse per opere migliorative: è stato necessario procedere con un nuovo bando di gara per i lavori, e ancor prima con nuovo incarico al progettista e direttore dei lavori architetto Duccio Randazzo. E si è tracciata una stima dei danni subiti dalla struttura (dovuti al fatto che la precedente impresa ha lasciato il cantiere e non ha portato a termine l’impermeabilizzazione) e delle opere di sostituzione o ripristino delle parti ammalorate. «Serve agire in fretta – incalza Pettazzoni - e non rilanciare con altre promesse a cui ormai nessuno crede più». —

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