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Ferrara

l’indagine del comune 

Comitato genitori: sugli affidi omissioni dei servizi sociali

giovanna corrieri
Comitato genitori: sugli affidi omissioni dei servizi sociali

Accuse dopo le rivelazioni di un legale in commissione Il caso di una madre in percorso genitoriale rimasta incinta

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L’ultima commissione affidi del Comune «ha raccontato il male che attanaglia il servizio sociale e il lavoro del tribunale minorile in particolare in Emilia Romagna, mettendo chiaramente in luce che il sistema è fallace fino a diventare francamente definibile “pericoloso”: la mancanza di regole e protocolli certi e virtuosi ma, invece, l’applicazione di linee di comportamento arbitrarie e basate su ideologie preconcette distrugge l’efficacia del sistema affidi». Il Comitato infanzia e famiglia incendia il dibattito: «Quando è stato evidenziato che i Servizi sociali e il Comune hanno responsabilità penali e civili importanti avendo commesso errori o omissioni (volendo evitare di vedere la malafede nel loro lavoro), il silenzio è sceso profondo. Crediamo che molti, guardando agli anni passati, dovranno fare una profonda riflessione e un doveroso mea culpa che di certo non cancellerà le gravi responsabili».

botta e risposta

Il riferimento è, conferma il presidente del comitato Paolo Pennini, al caso raccontato l’altro giorno in commissione dall’avvocato Salvatore Di Grazia, che riguarda Rimini: per quanto riguarda l’attività dei servizi sociali di Ferrara, «non risulta che ci sia nessuna situazione di questo tipo – replica il capogruppo comunale del Pd, Francesco Colaiacovo – e anche da quanto riportato e verificato dall’assessore responsabile, da 18 mesi ormai, Cristina Coletti, non è mai emerso nulla di particolare. Sindaco e assessore hanno sempre garantito il corretto funzionamento». E comunque il fatto riminese «dimostra che il sistema funziona ed è sano: se una assistente sociale viene indagata, vuol dire che è sottoposta a controllo e se sbaglia viene perseguita», aggiunge Colaiacovo, che si dice comunque d’accordo sulle proposte emerse in commissione per migliorare la tutela dei minori, anche attraverso un aggiornamento, per esempio, del 403.

caso aperto

Pennini e il consigliere Federico Soffritti (Fdi) insistono, «i casi ci sono anche a Ferrara», come la vicenda, dicono, «non ancora chiusa e raccontata dall’avvocato Gianni Casale» in una precedente commissione. Vicenda che ha visto l’avvocato diffidare sindaco e servizi l’estate scorsa: l’uomo aveva scoperto che la compagna se ne era andata con i figli; poi, raccontava Casale, «di fronte al giudice aveva detto di non aver mai avuto problemi col padre. La donna è stata poi tolta dalla struttura protetta e inserita in un percorso genitoriale: è stata poi messa in un appartamento del Comune ed è incinta un’altra volta di una persona appena conosciuta, cioè all’interno di un percorso genitoriale questa donna ha ritenuto di diventare madre un’altra volta, mentre noi avevamo chiesto ai servizi sociali un certo monitoraggio». —

giovanna corrieri

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