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Ex scuola di via Mazzini tra vandali e degrado

K.R.
Ex scuola di via Mazzini tra vandali e degrado

Chiuso nove anni fa l’edificio è abbandonato a se stesso  La proposta: va ricostruita e destinata a scopi sociali

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COMACCHIO

A nove anni dalla chiusura, disposta per fessurazioni sul solaio e per problemi di staticità che l’avevano resa inagibile, torna alla ribalta l’ex scuola di via Mazzini.

Finestre prese a bersaglio dai vandali e mandate in frantumi a sassate, ma anche sporcizia e degrado, erba alta e piante arbustive cresciute nel parcheggio e lungo il corridoio di accesso alla scuola, nel tempo hanno relegato l’edificio, collocato in contesto di pregio storico ambientale unico, al triste elenco dei luoghi dell’abbandono.

LA PROPOSTA

Per riscattare la scuola dall’oblio, Giovanni Gelli, presidente della Consulta Popolare per il San Camillo, nonché coordinatore provinciale di Cittadinanza Attiva, propone di raderla al suolo, «dato che i costi di ristrutturazione sarebbero, probabilmente, troppo elevati» e ricostruirla, trasformandola in centro sociale e sede delle associazioni locali.

«Come Cittadinanza Attiva andiamo spesso a Bologna – spiega Giovanni Gelli –, si prenda ad esempio la città capoluogo della regione, per avviare un progetto, restituendo alla collettività uno spazio pubblico, che consentirebbe a Comacchio di ottenere quegli standard urbanistici che ora mancano e che sono fondati non solo sulle aree verdi, ma anche sulla presenza di aree attrezzate per centri culturali ed associativi».

C’è anche una palestra «a fianco, chiusa come la scuola e da allora alle scuole di danza è stata assegnata la sala civica sopra la Coop, trasformata in palestra. Così non c’è più neppure lo spazio per poter fare riunioni».

I primi segnali d’allarme, che portarono alla dichiarazione di inagibilità, a seguito di perizia tecnica, si manifestarono, nella ex scuola di via Mazzini, ai primi di maggio del 2011, quando furono notate preoccupanti fessurazioni all’interno di due classi, poste al primo piano. All’epoca la scuola ospitava 10 classi (sei delle elementare e quattro delle media) che a fine maggio dello stesso anno furono sgomberate e trasferite rispettivamente nelle aule libere delle elementari di via Fattibello e delle medie Zappata.

il sindaco

Il sindaco Pierluigi Negri ricorda bene la vicenda, perché all’epoca ricopriva la carica di assessore ai lavori pubblici, nella giunta di Paolo Carli. «È stato fatto tutto quanto era necessario e doveroso fare per la tutela degli alunni, degli insegnanti e del personale che operava all’interno della scuola – ricorda Negri –; la scuola è inagibile da anni. Non c’è per ora alcun progetto, ma – aggiunge Negri –, la segnalazione che riguarda le finestre è già stata trasmessa all’Ufficio Tecnico e saranno chiuse con pannelli, per impedire intrusioni ed atti vandalici».

L’idea di recuperare l’area, come sta avvenendo con l’ex fortezza di Sant’Agostino, piace alla Consulta e potrebbe catalizzare il favore delle altre realtà associative locali, promuovendo, magari, un concorso di idee. —

K.R.

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