Filiera birra agricola Ferrara ci prova con l’orzo naturale
In espansione la produzione provinciale La materia prima dona un gusto “pieno”
il report
Birra agricola o birra artigianale? La differenza è presto detta. La prima viene prodotta all’interno di un’azienda agricola, necessariamente con l’impiego almeno al 51% di orzo prodotto da coltivazione propria, non così l’artigianale. Stefano Gallerani, vicepresidente di Confagricoltura Cento: «L’orzo che si produce in azienda viene maltato e poi macerato, anche avvalendosi di strutture esterne, ma deve rimanere in carico al produttore agricolo. Produco birra da qualche anno e anche io mi avvalgo di strutture esterne per maltare e per la successiva macerazione, che si svolge a Dosso. La mia produzione di birra agricola è destinata principalmente ai clienti dell’agriturismo “Corte Galvana”. È bionda e ha pochissimo luppolo».
L’orzo “giusto” deve essere poverissimo di proteine, viene coltivato senza concimazione azotata e va ruotato preferibilmente con il grano, evitando erba medica o soia. La stagione di maturazione favorevole, è in completa assenza di piogge e quest’anno è stato così. «Sarebbe interessante - aggiunge Gallerani - riuscire a creare una filiera emiliana della birra agricola, partiremmo già avvantaggiati grazie al nostro clima che garantisce un’essiccazione naturale dell’orzo, mentre i Paesi nordici sono costretti a correggere i malti con additivi antimuffe e maggiori quantità di luppolo antibatterico. Ma il luppolo tende a coprire il vero sapore dell’orzo e del malto. Nel Ferrarese qualcosa si sta muovendo, c’è molto interesse verso questa produzione, chissà se riusciremo a creare una filiera che possa competere con la classica bavarese».
Di birra agricola se ne intende anche l’azienda agricola Fabbri’s , a Burana, associata a Confagricoltura Ferrara. Stefano, dopo la partecipazione a corsi di specializzazione e prove in campo, da qualche anno ha realizzato il suo progetto, una birra agricola identitaria. Ogni sua birra ha nomi significativi in dialetto, la Pitóna, la Briscula e ora una birra limited editition, la Bàla ad Nadàl, una winter warmer dal colore intenso e dal sapore corposo nata per scaldare questo strano Natale 2020. «Dagli aromi e dal colore diverso - dice Fabbri - tutte trattengono il sapore dell’orzo coltivato nel rispetto per la tradizione e per la qualità, e se la birra agricola si definisce quella prodotta da un’azienda agricola che utilizza almeno il 51% delle materie prime coltivate in azienda, noi arriviamo al 100%. C’è sempre maggior richiesta di birra agricola, che per noi agricoltori birrai si traduce in maggiori possibilità di profitto da affiancare alla produzione agricola tradizionale». —
Andrea Tebaldi
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