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Insulti al sindaco arrivano le scuse Ma è scontro Fabbri-Sardine

s.c.

Trapani (Amici musica), retromarcia sul post La replica del primo cittadino incendia il web 

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il caso

Le scuse pubbliche sono arrivate ma bisogna vedere se basteranno a spegnere la polemica sollevata dalle frasi ingiuriose contro il sindaco Alan Fabbri di Laura Trapani. La presidente del club Amici della musica, che venerdì ha pubblicato e poi cancellato un post che partiva da pesanti critiche alle spese comunali per l’albero di Natale e finiva con insulti al sindaco, è infatti finita nel tritacarne web, anche in quanto insegnante al Conservatorio. Fabbri è intervenuto il giorno dopo l’affondo dei capigruppo della maggioranza che ipotizzavano un caso politico, per la vicinanza di Trapani alla sinistra.

la risposta

Fabbri ha ritenuto «necessario dire un pensiero ad alta voce, soprattutto quando si offendono categorie di lavoratori con ingiustificate parole cariche d’odio e rabbia». Ancor più grave, scrive sui social il sindaco, perché l’affondo viene «da un presidente di un circolo ferrarese come il Frescobaldi o da un’insegnante della pubblica amministrazione. Senza poi voler considerare la sua appartenenza a partiti come Emilia Romagna Coraggiosa o movimenti come quello delle Sardine, che da sempre dicono di combattere l’odio promuovendo gentilezza sul web». II post, sintetizza il sindaco, offende «la famiglia che ha donato l’albero», i lavoratori che lo hanno montato, gli sponsor. Quanto a lui, «non considererò mai un’offesa l’essere andato a pere per pagarmi gli studi o la mia estrazione contadina. Ne andrò sempre orgoglioso di quel “campagnolo”». E l’albero «non è fascista, perché tutti saranno liberi di vederlo e commentarlo».

le scuse

«Mi scuso profondamente - ha scritto Trapani - con la cittadinanza con l’amministrazione e con il sindaco per quanto scritto e subito cancellato sul mio profilo Facebook. Si è trattato di uno sfogo fuori luogo, del tutto personale che non ha alcun collegamento con i miei valori politici di riferimento e con le mie appartenenze associative. Solo grazie a dinamiche distorte della comunicazione social ha avuto una risonanza che non volevo assolutamente dargli, tanto è vero che, resami conto della sua assurdità, lo avevo cancellato quando ancora era stato letto da pochissime persone. Ciò non toglie che debba le mie più sincere scuse a tutti coloro che si sono sentiti offesi o che direttamente o indirettamente sono stati messi in causa come conseguenza del mio scritto».

la politica

«Le offese non ci sono mai appartenute e lo sa bene - è la replica al sindaco di Adam Atik - Non ci strumentalizzi inutilmente come sardine o come Emilia Romagna coraggiosa su di un fatto che con noi non ha nulla a che fare e dal quale prendiamo le più nette distanze. L’albero c’è sempre stato ed è giusto così». Giusto che Fabbri stigmatizzi ora, «ma perché allora non lo fa anche quando un suo consigliere» dà della busgata «ad una cittadina?». —

s.c.

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