La piazza si accende di festa con il “gigante” di Quartiere
L’abete di Natale è stato donato al Comune da una famiglia del Portuense «Era diventato troppo grande per stare in giardino, così avrà un finale col botto»
Non c’era la trepidazione dell’attesa, ieri pomeriggio in piazza, perché per evitare assembramenti l’orario di accensione dell’albero di Natale era rimasto “riservato”. Ma in compenso c’è stato l’effetto sorpresa perché quando, alle cinque e mezza in punto, l’oro di 52mila luci ha incendiato l’abete, un “ohhh” ha attraversato piazza Cattedrale e lo struscio del sabato pomeriggio si è messo in pausa di fronte allo splendore un po’ malinconico di un Natale pieno di lividi.
Bello è bello, questo alberone di 15 metri che svetta deciso e luccicante, con pacchettini azzurri e rossi a interrompere il tripudio dorato, e la sua stella piantata in cima. Fino a pochi giorni fa dominava, anno dopo anno sempre più incombente, il giardino di una casa di Quartiere.
Ed è infatti dalla frazione portuense che proviene l’abete natalizio di quest’anno. I proprietari hanno voluto donarlo al Comune di Ferrara, un gesto generoso ma anche impegnativo, come raccontano Francesca Fergnani e Michele Ghesini, presenti ieri in piazza insieme ai figli Diego e Giulio: «L’abete è arrivato a casa nostra nel 1982, quando ero ancora piccola - dice Francesca - Era in un vaso e veniva addobbato per il Natale. Poi ha cominciato a crescere e lo abbiamo piantato in giardino, dove è diventato sempre più grande, al punto che era diventato pericoloso perché era vicino a due case».
Dovendolo tagliare, allora, perché non concedergli una “fine gloriosa”? Da qui un tentativo iniziale di donarlo al Comune di Portomaggiore, «ma non se ne è fatto nulla perché non c’era modo di portarlo in piazza». Poi, qualche settimana fa, l’appello di Alessandro Pasetti, uno degli organizzatori del Natale ferrarese, a utilizzare un abete “locale”. Ed ecco candidarsi di nuovo il “gigante di Quartiere”, subito arruolato con il nome d’arte di Rondina Christmas Tree. «Abbiamo contattato gli organizzatori e la macchina si è messa in moto - continua Francesca - L’albero era diventato così imponente che è stato necessario accorciarlo di cinque metri e ridurne l’ampiezza di tre metri e mezzo. Poi è stato imbragato, tagliato e caricato su un bilico di 18 metri e portato in piazza. Adesso il giardino sembra così vuoto... certo il nostro albero ci mancherà, ma siamo contenti che abbia potuto avere un finale con il botto!»
A fargli compagnia gli altri tre “colleghi” inaugurati ieri al parco Marco Coletta del Grattacielo (illuminato da 48mila led), in piazza XXIV Maggio all’ex Acquedotto e in piazza Verdi, quest’ultimo donato dall’azienda Roverati Giardini. «Abbiamo potenziato gli allestimenti, la nostra città merita un vestito migliore», ha detto il sindaco Fabbri. —
Alessandra Mura
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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