Preso a pugni in piazza e rapinato dell’incasso
Sottratti 3.000 euro al responsabile della filiale Silla: «Ho resistito finché ho potuto, poi ho mollato il borsello»
BOSCO MESOLA
Strattonato e rapinato in piazza a Bosco Mesola, finisce sull’asfalto dopo che il rapinatore, per strappargli il borsello, gli sferra un pugno in un occhio. È la disavventura di cui, venerdì sera attorno alle 19.30, in piazza Vittorio Veneto a Bosco Mesola, è stato protagonista, suo malgrado, Rodolfo Catozzi, responsabile della filiale Silla di Mesola.
L’uomo, un 63enne residente nella frazione mesolana, ha subito un’aggressione da due malviventi, sopraggiunti in auto, una Peugeot 106 di colore grigia, arrivata alle sue spalle, mentre stava attraversando la piazza Vittorio Veneto.
IL RACCONTO
«Avevo appena parcheggiato la mia automobile – racconta Catozzi – e stavo attraversando la piazza, per recarmi in farmacia, quando ho sentito colpirmi alla schiena da una sportellata della Peugeot arrivata alle mie spalle. Dalla macchina è sceso un uomo, tutto vestito di nero, berretto compreso, con volto coperto da mascherina: mi ha subito colpito con un pugno, mi sono sbilanciato e così, dopo avermi trascinato, per almeno 5 metri, è riuscito a sfilarmi il borsello, che tenevo annodato a un braccio. Ho dovuto mollare la presa – prosegue nel suo racconto il responsabile della filiale Silla di Mesola, situata lungo la statale Romea –, altrimenti mi sarei rotto un braccio».
Dopo il pericoloso strattonamento, Catozzi finisce sull’asfalto, rischiando di essere addirittura investito da un’autovettura in transito che, però, «fortunatamente ha fatto in tempo a frenare. Sono stato subito soccorso proprio dai passanti – ricorda Catozzi – e sono riuscito a entrare in farmacia, dove mi hanno medicato tamponando il livido sull’occhio con del ghiaccio».
Catozzi, dolorante in tutto il corpo, con collo e braccia indolenziti, ha deciso di non recarsi al Pronto Soccorso, preferendo evitare il ricorso all’ospedale in un periodo di pandemia. Per altro, le ferite più gravi e difficili da rimarginare sono quelle impresse nella memoria. Con il borsello sottratto con la forza, il malvivente è poi risalito sull’utilitaria guidata da un complice, auto fuggita a velocità sostenuta, verso nord. Con ogni probabilità i rapinatori erano convinti di muoversi a colpo sicuro, dopo aver seguito Catozzi, che nel borsello custodiva gli incassi della giornata, per un importo di circa 3mila euro.
INDAGINI
Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri del Nucleo Operativo della compagnia lagunare, che stanno investigando in modo serrato, coadiuvati dai colleghi della stazione di Mesola.
Dura condanna al gesto arriva dal sindaco Gianni Michele Padovani, il quale, esprimendo «vicinanza a Catozzi e alla sua famiglia», auspica che «le videocamere facciano il loro lavoro. A questo proposito, abbiamo presentato un progetto di potenziamento della videosorveglianza». —
KATIA ROMAGNOLI
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