Rom e “fucilate” via Fb Il consigliere Fiocchi ora rischia il processo
CENTO
Articolo 604-bis del codice penale, ovvero propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. È questa l’ipotesi di reato per cui rischia di andare a processo Edoardo Fiocchi, il consigliere comunale che nello scorso aprile postò su Facebook una frase choc: «Fuori a fucilate», in riferimento a tre bosniaci di etnia Rom che il 27 aprile a Napoli, mentre erano in fuga a bordo di un auto dopo aver compiuto un furto in banca, travolsero e uccisero il poliziotto Pasquale Apicella. «Ma teniamoli qui, vanno capiti è la loro cultura», aggiunse Fiocchi nel post, poi rimosso dal gestore del social network.
Quel commento ora rischia di costare caro al consigliere comunale di maggioranza: infatti il pubblico ministero Andrea Maggioni ha chiuso le indagini preliminari in relazione a quel fatto e adesso toccherà al gup pronunciarsi sulla contestazione di un reato che prevede una sanzione che può andare da sei mesi a quattro anni di reclusione.
LA BUFERA POLITICA
Quel post su Fb fu al centro della discussione politica a Cento. Fiocchi fu costretto a lasciare la delega alle politiche giovanili che gli era stata affidata dal sindaco Fabrizio Toselli. La stessa maggioranza prese le distanze e il consigliere Alberto Cacciari, all’epoca ancora membro del gruppo Cento Civica-Idea in Comune, chiese un pubblico chiarimento al sindaco. Anche il Partito democratico stigmatizzò duramente la frase scritta da Fiocchi che, contattato ieri, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. —
F.T.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google