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Bambina negativa ancora a casa «Va aspettato l’esito dei genitori»

d.b.
Bambina negativa ancora a casa «Va aspettato l’esito dei genitori»

Scuole di Goro, sul caso della famiglia positiva interviene Cosenza: tempi lunghi per accedere al drive perché hanno priorità gli studenti 

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il caso

Sulla vicenda della famiglia residente nel Mesolano in attesa del tampone, che possa permettere anche alla loro bambina di tornare a scuola a Goro, interviene Giuseppe Cosenza, direttore di sanità pubblica dell’Asl di Ferrara. «Intanto, una premessa doverosa - spiega -: la bambina anche se negativa al tampone non poteva andare a scuola finché non siamo certi della negativizzazione dei genitori. Non dimentichiamo che in queste situazioni ci si può ripositivizzare, quindi immaginate cosa sarebbe potuto succedere se fosse riesploso il contagio alle scuole elementari di Goro?».

il disagio

Chiaro che in questa situazione, però, oltre al ritorno in aula della figlia, il problema è dovuto al fatto che la famiglia è bloccata in casa in attesa del tampone, che ai genitori risultava in programma il 23, mentre è stato fissato per domani: «Il 23 non era il giorno in cui dovevano sottoporsi al tampone, bensì quello in cui scadevano i dieci giorni di isolamento. Per loro era previsto il tampone al drive through di Comacchio, purtroppo da indicazione ministeriale hanno priorità i casi scolastici e dopo Goro ci sono stati anche quelli di Lagosanto e Ostellato, quindi parecchi tamponi da effettuare per una struttura che arriva al massimo a 70 al giorno. Per questo non era possibile per loro effettuarli prima dell’1 dicembre, con isolamento allungato fino al 3 per aspettare l’esito».

Il direttore di sanità pubblica entra poi nel merito del caso anche dal punto di vista umano: «Ovviamente capisco il problema di questa famiglia, è un aspetto sociale che purtroppo emerge in questa situazione, ma il nostro compito è quello di tutelare la salute della gente e la priorità, come detto, va proprio alle scuole».

«E permettetemi una considerazione, ci troviamo in una provincia dove le indagini sui cluster sono velocissime, al massimo in un paio di giorni individuiamo le persone da sottoporre al tampone. In altre province questo avviene in tempi più lunghi, anche 5-6 giorni, con il disagio per gli interessati che inevitabilmente si allunga». —

d.b.

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