Metro di superficie Un mutuo trentennale tra Comune e Cdp
La Cassa finanzia la quota 2020 di 1,2 milioni di euro La somma sarà restituita con 58 rate semestrali
Un mutuo da un milione e duecentomila euro con la Cassa Depositi e Prestiti, da restituire in 58 “comode” rate semestrali nell’arco di 29 anni. È questa infatti la quota a carico del Comune di Ferrara nell’ambito del secondo lotto del progetto della metropolitana di superficie. I cantieri aperti in via Bologna sono in corso per realizzare l’interramento delle ferrovie e mettere a punto il nuovo assetto dei trasporti ferroviari nel territorio municipale, con il collegamento diretto delle linee Rimini-Ferrara e Ferrara-Suzzara.
Un lotto da 66 milioni di euro complessivi, di cui poco meno di 47 sono già disponibili e ripartiti tra gli enti e i soggetti coinvolti: 26 milioni e 625 mila euro a carico del Ministero dei Trasporti, poco più di 13 milioni a carico della Regione Emilia Romagna, poco più di 5 milioni a carico di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) e circa 4 milioni a carico del Comune .
Parte della quota comunale è già stata finanziata tra un prestito obbligazionario risalente al 2003 (e pari a circa 416mila euro) e un secondo prestito da 810mila euro contratto nel 2008 con la Banca Europea per gli Investimenti Bei). Restano da coprire 2.872,923 euro, già previsti nel bilancio triennale 2020-2022.
La prima “fetta” da 1 milione e 200mila euro, relativa a quest’anno, sarà finanziata con il mutuo da contrarre con la Cassa Depositi e Prestiti, il cui atto ricognitorio è stato appena approvato dalla Giunta comunale. La quota sarà restituita alla Cdp nell’arco di 29 anni, attraverso 58 rate semestrali. L’importo rimanente sarà spalmato nei due anni successivi, ovvero un milione nel 2021 e 672.923,21 euro nel 2022.
Risale al giugno del 1999 l’accordo tra Ministero dei Trasporti e della Navigazione, Regione, Provincia e Comune di Ferrara, l’allora Ferrovie dello Stato (oggi Rfi) e Fer per il nuovo assetto ferroviario ferrarese, con i due collegamenti diretti tra le linee Rimini-Ferrara e Ferrara-Suzzara che fanno parte dell’itinerario merci alternativo tra il corridoio adriatico e il centro-nord Europa.
Un’operazione che ha avuto un percorso lungo e travagliato, costellato da interruzioni dovute al fallimento di due ditte aggiudicatarie, complicazioni burocratiche e legali. —
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